Capolavori in Valtiberina


DOMENICA 29 SETTEMBRE

  • Ritrovo con i Sigg. Partecipanti  presso Piazzale Ferri ore 8:30
  • Partenza per Monterchi e visita al Museo Madonna del Parto. Il museo, con sede presso la ex scuola elementare di Monterchi, è stato istituito per conservare ed esporre al pubblico il celebre affresco di Piero della Francesca, un tempo conservato nella cappella del cimitero di Monterchi. Le sale ospitano oltre all’ affresco la documentazione sulle fasi del restauro dell’opera e un video sulla vita dell’ artista. Nell’ ultima stanza c’è la documentazione sugli affreschi di Piero nella basilica di San Francesco ad Arezzo e il loro restauro.
    Piero della Francesca .Madonna del Parto.

    Piero della Francesca .Madonna del Parto.

    Museo della Madonna del Parto - Monterchi

    Museo della Madonna del Parto – Monterchi

  • Visita al Borgo di Citerna e  alla Chiesa di San Francesco . Chiesa di San Francesco di Citerna è ubicata lungo Corso Garibaldi, fu edificata, insieme all’annesso convento francescano di Santa Elisabetta (ora sede del Comune di Citerna), nella seconda metà del XV secolo sulle fondamenta di una costruzione preesistente visibile nella parte bassa della facciata. Architettonicamente presenta una facciata rinascimentale ed una pianta a croce latina. Lungo la navata sono collocati quattro altari in pietra arenaria e legno, dipinti e dorati, arricchiti di tele pregevoli. Sono presenti opere di particolare bellezza, quali un’ Annunciazione, che rappresenta un francescano che sorregge San Giovanni, l’Immacolata e il profeta Isaia, una tavola della Madonna coi Santi e una raffigurazione di Sant’Antonio da Padova , entrambe dell’artista Simone Ciburri,  una nicchia con un pregevole affresco della Vergine con bambino, affiancata da San Michele Arcangelo e San Bernardino da Siena, riconducibile alla scuola di Luca Signorelli (forse di Tommaso Bernabei detto il Palpacelo), un maestoso altare ligneo intitolato al Santissimo Crocifisso,  la tavola de la Madonna e San Giovanni ed altri due dipinti, tutti attribuiti a Raffaellino del Colle, l’altare dedicato a Maria Maddalena, per la tavola della Deposizione dipinta da Nicolò Circignani detto il Pomarancio, nel 1570.
  • Pranzo al sacco o per chi vuole pranzo in una trattoria tipica del luogo ( tale scelta deve essere comunicata al momento dell’adesione al pacchetto).
  • Partenza direzione Anghiari  visita al Museo Statale di Palazzo Taglieschi. Lo storico Palazzo Taglieschi si trova in quella che un tempo era conosciuta come Piazza del Borghetto e che oggi si chiama Piazza Mameli. Il luogo è un crocevia obbligato per chi decidesse di avventurarsi nei vicoli del Borgo Antico. Vi si arriva da Piazza Baldaccio, attraverso via Garibaldi, transitando di fronte alla Chiesa di Sant’Agostino. L’edificio mantiene tuttora il nome dei Taglieschi, considerati la famiglia più ricca della zona dal XV al XVI secolo, anche se ha avuto altri proprietari a partire dalla prima metà del ’500. L’edificio si presenta oggi nel suo insieme rinascimentale unendo insieme, in modo piuttosto organico ed uniforme, case-torri medioevali preesistenti. Si possono pertanto trovare, in una struttura ormai rinascimentale, caratteri dell’architettura medioevale, come le finestre a sesto acuto della fiancata, l’avancorpo a sbalzo su mensoloni della facciata, l’ampio magazzino all’interno con volte a crociera, tozzi semipilastri in cotto e pavimenti in pietra. L’edificio fu probabilmente commissionato da Matteo di Antonio di Bartolomeo Taglieschi, meglio noto come Matteo Cane, fiero Capitano di ventura,.Il palazzo è divenuto sede del Museo Statale nel 1976.

    Museo Statale di Palazzo Taglieschi

    Museo Statale di Palazzo Taglieschi

  • In tardo pomeriggio ci sposteremo in direzione San Giustino per visitare Palazzo Bufalini. Antica fortezza dei Castellani, nel 1487 venne concessa a Nicolò di Manno Bufalini che finanziò l’opera della sua ricostruzione e la trasformò in fortezza militare a pianta quadrangolare con quattro torri angolari. Nella prima metà del 500 divenne una fortificata dimora signorile con ampie logge di gusto tardo-rinascimentale. Per la decorazione del palazzo di San Giustino i fratelli Bufalini si affidarono al pittore Cristofano Gherardi, (San Sepolcro 1508-1556) estroso e raffinato artista di formazione manierista che vi dipinse favole mitologiche e decorazioni a grottesca. Palazzo Bufalini rappresenta una rara testimonianza di dimora storica signorile che conserva gran parte del suo arredo. Nel 1989 il complesso del Palazzo Bufalini è stato acquistato dallo Stato con la finalità di destinazione museale e di centro di cultura.
  • Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine Percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

Escluso il diritto di recesso.

DOMENICA 6 OTTOBRE

  • Ritrovo per i Sigg. Partecipanti  presso Piazzale Ferri ore 8:30
  • Partenza per la città di Sansepolcro visita al centro storico e al Museo Civico. Il Museo Civico di Sansepolcro ha sede nel duecentesco Palazzo della Residenza o dei Conservatori. L’edificio ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni inglobando il trecentesco Palazzo dei Malatesta. Il Palazzo della Residenza vero e proprio, dimora del potere comunale e della magistratura dei Conservatori del Popolo, corrispondeva alla parte principale del Museo, ed era collegato all’adiacente e trecentesco Palazzo del Capitano, o Pretorio, per mezzo di un arco, detto “della Pesa”, tutt’ora esistente. L’attuale configurazione risale al 1456 quando il Palazzo della Residenza fu completamente riorganizzato assimilando in un unico organismo questi nuclei più antichi; in particolare fu ridefinita la sala dei Conservatori, che vanta sulla parete di fondo la celebre Resurrezione di Piero della Francesca. Nel salone il visitatore può ammirare sculture in pietra romaniche e il cosiddetto “Tesoro della Cattedrale” composto da numerosi arredi liturgici per il culto e la venerazione. Altrettanto rilevante è stato il restauro degli ambienti del primo piano con la ricostruzione dei soffitti secondo modelli originali e l’apertura di due grandi bifore gotiche che, affacciandosi sul piano pavimentato dell’Arco della Pesa, avvicinano il visitatore a quello che doveva essere l’aspetto trecentesco dell’intero complesso architettonico. Ad avvalorare ulteriormente questa sensazione sono le opere del XIV secolo, qui esposte, affreschi e sinopie provenienti da importanti chiese biturgensi.

    Museo Civico -  Sansepolcro

    Museo Civico – Sansepolcro

  • In tarda mattinata ci sposteremo presso il Centro Storico di Città di Castello per visitare il Museo del Duomo .e la Pinacoteca Comunale . Il Museo del Duomo di Città di Castello, è composto di dodici locali distribuiti su due piani ed attigui alla Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. Il Tesoro di Canoscio è una collezione di 25 oggetti usati per la liturgia eucaristica, esemplari d’arte paleocristiana del sec. VI. Il Paliotto in argento sbalzato, cesellato e in parte dorato, è un prezioso esempio di arte orafa del XII secolo. Il Riccio di Pastorale in argento sbalzato,del secolo XIV, è attribuito all’orafo senese Goro di Gregorio. La tempera su tavola raffigurante il Cristo Risorto in Gloria (1528 – 1530) di Rosso Fiorentino, la tavola con la Madonna col Bambino e San Giovannino (ca. 1486) di Pinturicchio e gli Angeli, olio su tavola, di Giulio Romano databili alla prima metà del XVI secolo, sono alcune delle numerose testimonianze pittoriche ospitate all’interno del Museo. Tra le opere d’archivio segnaliamo la Pergamena dell’Imperatore Federico Barbarossa del 1163. I paramenti sacri esposti sono databili dal XIV al  XIX secolo. Le opere di scultura in pietra e in legno sono del periodo medievale e rinascimentale tra cui un Crocefisso di scuola di Giuliano da Sangallo, arte toscana della seconda metà del sec. XV.

    Museo del Duomo - Città di Castello

    Museo del Duomo – Città di Castello

Pinacoteca  Comunale

Seconda per importanza in Umbria, la Pinacoteca Comunale, trova sistemazione nell’attuale sede quando nel 1912 Elia Volpi, pittore tifernate, restauratore di fama internazionale, fece dono al Municipio del Palazzo Vitelli alla Cannoniera, nobile esempio di dimora principesca della prima metà del sec XVI. La facciata principale è interamente decorata da graffiti realizzati dal Gherardi su disegno del Vasari. Nelle ventuno sale sono esposte opere eseguite dal 1300 fino al secolo scorso con pregevoli esempi di Raffaello (“Stendardo della SS.trinità” 1503 circa, ex voto per la peste), Luca Signorelli (“Martirio di S.Sebastiano” 1497-98), Domenico Ghirlandaio, Andrea Della Robbia, Lorenzo Ghiberti, Antonio Vivarini, Raffaellino del colle,Pomarancio.

  • Pranzo al sacco o per chi vuole pranzo in una trattoria tipica del luogo ( tale scelta deve essere comunicata al momento dell’adesione al pacchetto).
  • Il nostro percorso continua in direzione Montone per vedere il Complesso Museale di San Francesco. E’ un ex insediamento francescano risalente agli inizi del 1300, costituito dalla chiesa e dall’annesso convento, parte del quale ospita attualmente la pinacoteca; il porticato ed il chiostro esterno invece risalgono al XVI-XVII secolo. All’interno della chiesa sono conservate tracce di affreschi anche di pregevole fattura risalenti al XIV-XVI secolo, purtroppo assai lacunosi a causa degli avvenimenti storici che l’hanno coinvolta nel tempo ma tuttavia testimoni di un grande splendore culturale: gli esiti più alti della decorazione sono stati senza dubbio raggiunti nel XV secolo quando l’edificio divenne la chiesa di famiglia dei Fortebracci che si avvalse di celebri artisti quali ad esempio Antonio Alberti da Ferrara e Bartolomeo Caporali. Nella pinacoteca sono esposte opere provenienti dalla stessa San Francesco, come il gonfalone di Bartolomeo Caporali raffigurante la “Madonna della Misericordia”, e da chiese del territorio limitrofo, spostate dalla loro sede originaria per motivi conservativi. Il Centro di Documentazione e Museo Etnografico “Il Tamburo Parlante”, allestiti dall’antropologo Enrico Castelli e dedicati all’Africa orientale, hanno invece sede nelle sale del piano terreno del chiostro e offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicina una realtà molto diversa da quella che i consueti luoghi comuni ci portano ad immaginare.

    Complesso Museale si San Francesco - Montone

    Complesso Museale si San Francesco – Montone

  • Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine Percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

Escluso il diritto di recesso.

DOMENICA 1SETTEMBRE – 13 OTTOBRE

  • Partenza per i Sigg.  Partecipanti  da Piazzale Ferri Città di Castello ore 8:30.
  • Partenza per Montone visita al Complesso Museale di San Francesco. E’ un ex insediamento francescano risalente agli inizi del 1300, costituito dalla chiesa e dall’annesso convento, parte del quale ospita attualmente la pinacoteca; il porticato ed il chiostro esterno invece risalgono al XVI-XVII secolo. All’interno della chiesa sono conservate tracce di affreschi anche di pregevole fattura risalenti al XIV-XVI secolo, purtroppo assai lacunosi a causa degli avvenimenti storici che l’hanno coinvolta nel tempo ma tuttavia testimoni di un grande splendore culturale: gli esiti più alti della decorazione sono stati senza dubbio raggiunti nel XV secolo quando l’edificio divenne la chiesa di famiglia dei Fortebracci che si avvalse di celebri artisti quali ad esempio Antonio Alberti da Ferrara e Bartolomeo Caporali. Nella pinacoteca sono esposte opere provenienti dalla stessa San Francesco, come il gonfalone di Bartolomeo Caporali raffigurante la “Madonna della Misericordia”, e da chiese del territorio limitrofo, spostate dalla loro sede originaria per motivi conservativi. Il Centro di Documentazione e Museo Etnografico “Il Tamburo Parlante”, allestiti dall’antropologo Enrico Castelli e dedicati all’Africa orientale, hanno invece sede nelle sale del piano terreno del chiostro e offrendo ai visitatori l’opportunità di conoscere da vicina una realtà molto diversa da quella che i consueti luoghi comuni ci portano ad immaginare.
  • In tarda mattinata ci sposteremo nei pressi di Umbertide dove potrete vedere il Museo Civico di Santa Croce. Si trova fuori dalle mura Umbertide, presso l’antico “borgo inferiore” di Fratta, in piazza San Francesco, nella ex-chiesa di santa Croce a fianco delle chiese di San Francesco e San Bernardino. Nel XIII secolo sull’area poi occupata da Santa Croce sorgeva una piccola chiesa dedicata ai Santi Pietro e Paolo già utilizzata da oratorio per la confraternita dei Disciplinati di Santa Maria. Inaugurato nel 1998 il museo di Santa Croce ha come sua principale caratteristica che quasi tutte le opere qui ospitate si trovano sugli altari per cui vennero in origine realizzate. L’opera di maggior rilievo della raccolta è la Deposizione dalla Croce di Luca Signorelli; sugli altari laterali sono tele di soggetto religioso realizzate tra il XVII e il XVIII secolo e la scultura lignea raffigurante San Rocco di Romano Alberti, detto il “Nero” da Sansepolcro, proveniente dalla vicina chiesa di San Francesco. In una sala interna al primo piano è la Madonna col Bambino in gloria tra angeli e santi di Niccolò Circignani detto il  Pomarancio che proviene dall’attigua chiesa di San Francesco. L’ex chiesa di Santa Croce è anche utilizzata per registrazioni discografiche di opere classiche, a cui partecipano maestri di fama internazionale, ed è palcoscenico di prestigiose rassegne concertistiche.

    Museo Civico di Santa Croce - Umbertide

    Museo Civico di Santa Croce – Umbertide

  • Pranzo al sacco o per chi vuole pranzo in una trattoria tipica del luogo ( tale scelta deve essere comunicata al momento dell’adesione al pacchetto).
  • Partenza per Sansepolcro  visita alla città e visita al Museo Civico. Il Museo Civico di Sansepolcro ha sede nel duecentesco Palazzo della Residenza o dei Conservatori. L’edificio ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni inglobando il trecentesco Palazzo dei Malatesta. Il Palazzo della Residenza vero e proprio, dimora del potere comunale e della magistratura dei Conservatori del Popolo, corrispondeva alla parte principale del Museo, ed era collegato all’adiacente e trecentesco Palazzo del Capitano, o Pretorio, per mezzo di un arco, detto “della Pesa”, tutt’ora esistente. L’attuale configurazione risale al 1456 quando il Palazzo della Residenza fu completamente riorganizzato assimilando in un unico organismo questi nuclei più antichi; in particolare fu ridefinita la sala dei Conservatori, che vanta sulla parete di fondo la celebre Resurrezione di Piero della Francesca. Nel salone il visitatore può ammirare sculture in pietra romaniche e il cosiddetto “Tesoro della Cattedrale” composto da numerosi arredi liturgici per il culto e la venerazione. Altrettanto rilevante è stato il restauro degli ambienti del primo piano con la ricostruzione dei soffitti secondo modelli originali e l’apertura di due grandi bifore gotiche che, affacciandosi sul piano pavimentato dell’Arco della Pesa, avvicinano il visitatore a quello che doveva essere l’aspetto trecentesco dell’intero complesso architettonico. Ad avvalorare ulteriormente questa sensazione sono le opere del XIV secolo, qui esposte, affreschi e sinopie provenienti da importanti chiese biturgensi.
  • Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine Percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

Escluso il diritto di recesso.

DOMENICA 8 SETTEMBRE -20 OTTOBRE

  • Partenza per i Sigg. Partecipanti da Piazzale Ferri ore 8:30.
  • Da qui ci sposteremo a piedi nel centro storico di Città di Castello per visitare la Collezione Burri a  Palazzo Albizzini e agli Ex Seccatoi del Tabacco. La collezione di Alberto Burri (1915-1995) si articola nelle due distinte sezioni di palazzo Albizzini e degli ex seccatoi del tabacco. Palazzo Albizzini, dimora tardoquattrocentesca della famiglia Albizzini, è stato acquisito nel 1978 e in breve recuperato a sede della Fondazione, che vi ha collocato la produzione dell’artista dal 1948 al 1989. La collezione comprende circa 130 opere, ordinate cronologicamente secondo un allestimento curato direttamente dall’artista: dai primi Catrami, alle Muffe, Sacchi, Legni e Ferri degli anni cinquanta, alle Plastiche del decennio successivo, ai Cretti degli anni settanta, fino ai Cellotex e ai successivi Multiplex. Sono anche esposti i bozzetti per le scenografie teatrali del Tristano e Isotta di Wagner allestito una prima volta nel 1975 per il Teatro Regio di Torino.
  • Ci sposteremo  a piedi  verso il secondo complesso. Inaugurato nel 1990, il complesso degli Ex Seccatoi del Tabacco completa l’organica collezione Burri con l’esposizione delle opere di grande formato. Costruiti tra la fine degli anni cinquanta e la metà del decennio successivo per l’essiccazione del tabacco tropicale prodotto in zona, i capannoni vennero concessi in uso all’artista nel 1978 come laboratorio e già dall’anno successivo aperti al pubblico per presentare il suo primo grande ciclo pittorico (Il Viaggio), in cui viene antologicamente ripercorsa tutta la precedente produzione e i diversi materiali sperimentati (Ferro, Plastica, Cellotex, Cretto, Acciaio). Acquisito nel 1989 dalla Fondazione, e dipinto di nero per espressa volontà dell’artista, che ne ha anche curato personalmente l’allestimento, il complesso ospita oggi 128 grandi opere suddivise per cicli realizzati tra la fine degli anni settanta e il 1993: Il viaggio (1979), Sestante (1982), Rosso e Nero (1984),Cellotex X (1975-84), Annottarsi (1985-87), Non ama il nero (1988), Neri (1988-90), Metamorfotex (1991) e Il Nero e l’Oro (1992-93). Negli spazi antistanti la struttura sono state collocate alcune monumentali sculture: Grande Ferro Sestante, Grande Ferro K e Ferro U.

    Collezione Burri Ex-Seccatoi del Tabacco-Città di Castello

    Collezione Burri Ex-Seccatoi del Tabacco-Città di Castello

  • Pranzo al sacco o per chi vuole pranzo in una trattoria tipica del luogo ( tale scelta deve essere comunicata al momento dell’adesione al pacchetto).
  • Partenza per  breve visita a Monterchi al Museo Madonna del Parto. Il museo, con sede presso la ex scuola elementare di Monterchi, è stato istituito per conservare ed esporre al pubblico il celebre affresco di Piero della Francesca, un tempo conservato nella cappella del cimitero di Monterchi. Le sale ospitano oltre all’ affresco la documentazione sulle fasi del restauro dell’opera e un video sulla vita dell’ artista. Nell’ ultima stanza c’è la documentazione sugli affreschi di Piero nella basilica di San Francesco ad Arezzo e il loro restauro.
  • Nel pomeriggio poi ci sposteremo a Anghiari per visitare il centro storico oltre che Museo Statale di Palazzo Taglieschi. Lo storico Palazzo Taglieschi si trova in quella che un tempo era conosciuta come Piazza del Borghetto e che oggi si chiama Piazza Mameli. Il luogo è un crocevia obbligato per chi decidesse di avventurarsi nei vicoli del Borgo Antico. Vi si arriva da Piazza Baldaccio, attraverso via Garibaldi, transitando di fronte alla Chiesa di Sant’Agostino. L’edificio mantiene tuttora il nome dei Taglieschi, considerati la famiglia più ricca della zona dal XV al XVI secolo, anche se ha avuto altri proprietari a partire dalla prima metà del ’500. L’edificio si presenta oggi nel suo insieme rinascimentale unendo insieme, in modo piuttosto organico ed uniforme, case-torri medioevali preesistenti. Si possono pertanto trovare, in una struttura ormai rinascimentale, caratteri dell’architettura medioevale, come le finestre a sesto acuto della fiancata, l’avancorpo a sbalzo su mensoloni della facciata, l’ampio magazzino all’interno con volte a crociera, tozzi semipilastri in cotto e pavimenti in pietra.L’edificio fu probabilmente commissionato da Matteo di Antonio di Bartolomeo Taglieschi, meglio noto come Matteo Cane, fiero Capitano di ventura,.Il palazzo è divenuto sede del Museo Statale nel 1976
  • Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine Percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

Escluso il diritto di recesso.

DOMENICA 15 SETTEMBRE -27 OTTOBRE

  • Partenza per i Sigg. Partecipanti da Piazzale Ferri ore 8:30.
  • Da qui ci sposteremo a piedi presso il centro storico di Città di  Castello per visitare il Museo del Duomo e la Pinacoteca Comunale. Il Museo del Duomo di Città di Castello, è composto di dodici locali distribuiti su due piani ed attigui alla Basilica Cattedrale dei Santi Florido e Amanzio. Il Tesoro di Canoscio è una collezione di 25 oggetti usati per la liturgia eucaristica, esemplari d’arte paleocristiana del sec. VI. Il Paliotto in argento sbalzato, cesellato e in parte dorato, è un prezioso esempio di arte orafa del XII secolo. Il Riccio di Pastorale in argento sbalzato,del secolo XIV, è attribuito all’orafo senese Goro di Gregorio. La tempera su tavola raffigurante il Cristo Risorto in Gloria (1528 – 1530) di Rosso Fiorentino, la tavola con la Madonna col Bambino e San Giovannino (ca. 1486) di Pinturicchio e gli Angeli, olio su tavola, di Giulio Romano databili alla prima metà del XVI secolo, sono alcune delle numerose testimonianze pittoriche ospitate all’interno del Museo. Tra le opere d’archivio segnaliamo la Pergamena dell’Imperatore Federico Barbarossa del 1163. I paramenti sacri esposti sono databili dal XIV al  XIX secolo. Le opere di scultura in pietra e in legno sono del periodo medievale e rinascimentale tra cui un Crocefisso di scuola di Giuliano da Sangallo, arte toscana della seconda metà del sec. XV.
  • Pinacoteca  Comunale . Seconda per importanza in Umbria, la Pinacoteca Comunale, trova sistemazione nell’attuale sede quando nel 1912 Elia Volpi, pittore tifernate, restauratore di fama internazionale, fece dono al Municipio del Palazzo Vitelli alla Cannoniera, nobile esempio di dimora principesca della prima metà del sec XVI. La facciata principale è interamente decorata da graffiti realizzati dal Gherardi su disegno del Vasari. Nelle ventuno sale sono esposte opere eseguite dal 1300 fino al secolo scorso con pregevoli esempi di Raffaello (“Stendardo della SS.trinità” 1503 circa, ex voto per la peste), Luca Signorelli (“Martirio di S.Sebastiano” 1497-98), Domenico Ghirlandaio, Andrea Della Robbia, Lorenzo Ghiberti, Antonio Vivarini, Raffaellino del colle,Pomarancio.
  • In tarda mattinata ci sposteremo a Citerna per visitare la Chiesa di San Francesco . Chiesa di San Francesco di Citerna è ubicata lungo Corso Garibaldi, fu edificata, insieme all’annesso convento francescano di Santa Elisabetta (ora sede del Comune di Citerna), nella seconda metà del XV secolo sulle fondamenta di una costruzione preesistente visibile nella parte bassa della facciata. Architettonicamente presenta una facciata rinascimentale ed una pianta a croce latina. Lungo la navata sono collocati quattro altari in pietra arenaria e legno, dipinti e dorati, arricchiti di tele pregevoli. Sono presenti opere di particolare bellezza, quali un’ Annunciazione, che rappresenta un francescano che sorregge San Giovanni, l’Immacolata e il profeta Isaia, una tavola della Madonna coi Santi e una raffigurazione di Sant’Antonio da Padova , entrambe dell’artista Simone Ciburri,  una nicchia con un pregevole affresco della Vergine con bambino, affiancata da San Michele Arcangelo e San Bernardino da Siena, riconducibile alla scuola di Luca Signorelli (forse di Tommaso Bernabei detto il Palpacelo), un maestoso altare ligneo intitolato al Santissimo Crocifisso,  la tavola de la Madonna e San Giovanni ed altri due dipinti, tutti attribuiti a Raffaellino del Colle, l’altare dedicato a Maria Maddalena, per la tavola della Deposizione dipinta da Nicolò Circignani detto il Pomarancio, nel 1570.
  • Pranzo al sacco o per chi vuole pranzo in una trattoria tipica del luogo ( tale scelta deve essere comunicata al momento dell’adesione al pacchetto).
  • Partenza per Monterchi e visita al Museo Madonna del Parto. Il museo, con sede presso la ex scuola elementare di Monterchi, è stato istituito per conservare ed esporre al pubblico il celebre affresco di Piero della Francesca, un tempo conservato nella cappella del cimitero di Monterchi. Le sale ospitano oltre all’ affresco la documentazione sulle fasi del restauro dell’opera e un video sulla vita dell’ artista. Nell’ ultima stanza c’è la documentazione sugli affreschi di Piero nella basilica di San Francesco ad Arezzo e il loro restauro.
  • Nel pomeriggio ci sposteremo a Anghiari  per visitare il Museo Statale di Palazzo Taglieschi. Lo storico Palazzo Taglieschi si trova in quella che un tempo era conosciuta come Piazza del Borghetto e che oggi si chiama Piazza Mameli. Il luogo è un crocevia obbligato per chi decidesse di avventurarsi nei vicoli del Borgo Antico. Vi si arriva da Piazza Baldaccio, attraverso via Garibaldi, transitando di fronte alla Chiesa di Sant’Agostino. L’edificio mantiene tuttora il nome dei Taglieschi, considerati la famiglia più ricca della zona dal XV al XVI secolo, anche se ha avuto altri proprietari a partire dalla prima metà del ’500. L’edificio si presenta oggi nel suo insieme rinascimentale unendo insieme, in modo piuttosto organico ed uniforme, case-torri medioevali preesistenti. Si possono pertanto trovare, in una struttura ormai rinascimentale, caratteri dell’architettura medioevale, come le finestre a sesto acuto della fiancata, l’avancorpo a sbalzo su mensoloni della facciata, l’ampio magazzino all’interno con volte a crociera, tozzi semipilastri in cotto e pavimenti in pietra. L’edificio fu probabilmente commissionato da Matteo di Antonio di Bartolomeo Taglieschi, meglio noto come Matteo Cane, fiero Capitano di ventura,.Il palazzo è divenuto sede del Museo Statale nel 1976
  • Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine Percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

Escluso il diritto di recesso.

DOMENICA 22 SETTEMBRE 3 NOVEMBRE

Tra arte e antichi saperi:

 

  • Partenza per i Sigg. Partecipanti da Piazzale Ferri a Città di Castello ore 8:30.
  • Visita nella città a Laboratorio Collezione Tessile Tela Umbra e Centro Tradizioni Popolari Garavelle . La Collezione Tessile è situata al secondo piano dell’antico palazzo Tomassini, ex Bourbon del Molte, e si snoda per 9 sale sapientemente sistemate ed ordinate. E’ in atto un nuovo progetto di ampliamento del museo voluto dal Presidente Luciano Neri che sta impiegando risorse e attenzioni verso una  più libera fruizione del patrimonio Franchetti da parte del pubblico, dando inoltre alla città la possibilità di vivere le sale e la struttura del palazzo, attraverso iniziative di carattere culturale, artistico e ricreativo, per promuovere quelli che erano i principi umanistici adottati e voluti dai Baroni Franchetti e che sono stati ben descritti nelle volontà testamentarie lasciate ai cittadini di Città di Castello. Durante la visita al museo non si può fare a meno di subire il fascino di un percorso culturale intenso e vivo, che si presenta attraverso prestigiose creazioni tessili, filati, telai d’epoca, trine, merletti.e strumenti di vario genere per la tessitura. Uno spazio particolare è stato destinato ad accogliere quella che poteva essere un’aula tipo delle scuole elementari fondate da Alice e Leopoldo Franchetti nelle proprietà dei Baroni alla Montesca e a Rovigliano. Qui infatti sono esposti vecchi banchi di scuola, calamai, strumenti didattici e tanti altri oggetti che raccontano di uno straordinario connubio nato tra l’innovativo metodo educativo di Maria Montessori e l’intenso impegno sociale di Alice Hallgarten che e volle appoggiare per prima, sostenendoli con forza, i sistemi didattici che ponevano il bambino l Centro delle tradizioni popolari “Livio Dalla Ragione” è collocato nella casa colonica di pertinenza di villa Capelletti, nella frazione di Garavelle, ad 1 chilometro dal centro cittadino. Prende il nome dal suo ideatore e curatore, professor Livio Dalla Ragione (1922-2007).Il primitivo nucleo di materiali da quest’ultimo raccolti è andato via via ampliandosi, al punto che oggi il Centro conserva oltre 3.500 oggetti ordinatamente disposti nella originaria collocazione che avevano all’interno di una tipica casa della campagna altotiberina.Al piano terra, dove un tempo si trovavano le stalle sono raccolti gli strumenti e gli oggetti per l’uso e la cura degli animali (gioghi, finimenti), nonché quelli legati al lavoro dei campi, come ceste, falci e trinciaforaggi; nella cantina, oltre ai torchi, ci sono botti, fiaschi, imbuti e altri utensili per la vinificazione.Al piano superiore la cucina, tipica della famiglia patriarcale, con il focolare in pietra annerito dal fumo, al cui fianco è posta la “coccia”; per il bucato. Alle pareti vi sono piccoli strumenti da lavoro di tutti i giorni (passini per pomodori, “battilarde” consunte, “grattacascie” di varie forme, setacci per la farina). Oltre al forno, c’è la madia per far lievitare il pane. Nella camera, il letto è in ferro con gli immancabili comodini ai lati e con i santini devozionali attaccati alle pareti, il materasso riempito di foglie di granturco (Pullicche), le lenzuola e le coperte realizzate al telaio come le camicie e la biancheria posata sul letto. Nella grande soffitta, a sinistra, sono stati raccolti tutti gli attrezzi necessari alla cernita e alla lavorazione dei cereali. al centro del mondo.
  • Pranzo al sacco o per chi vuole pranzo in una trattoria tipica del luogo ( tale scelta deve essere comunicata al momento dell’adesione al pacchetto).
  • Partenza per  San Giustino e visita al Museo Storico e Scientifico del Tabacco. La Fondazione La Fondazione per il Museo Storico Scientifico del Tabacco si è costituita nel 1997, grazie all’iniziativa di soggetti rappresentativi di tutta la filiera del tabacco, che va dai coltivatori ai tabaccai, e al coinvolgimento dei Comuni dell’Alta Valle del Tevere, dove il tabacco è stato per la prima volta importato in Italia (ex Repubblica di Cospaia) e dove risiedono le popolazioni interessate a questa produzione, per le quali il tabacco ha sempre significato benessere, sviluppo economico, occupazione, emancipazione sociale e tradizione. Lo scopo principale, quello per cui la Fondazione è stata istituita, è stato la realizzazione di una struttura museale che preservi l’eredità culturale, sociale ed economica che deriva dalla coltura e dalla lavorazione di questo prodotto. Un  Museo come centro di esposizioni, di documentazione e di comunicazione, luogo di visita per conoscere la nostra storia, ma anche nuovo strumento per connettere le realtà produttive che ruotano intorno al complesso mondo del tabacco.
  • Nel pomeriggio ci sposteremo a Sansepolcro per vedere Aboca Museum e il Museo Civico. Aboca Museum è un’istituzione che fa parte di un grande progetto di comunicazione culturale voluto da ABOCA, azienda leader nel settore della produzione e della trasformazione delle piante medicinali.“Erbe e salute nei secoli” introduce il visitatore alla riscoperta dell’antica tradizione erboristica, attraverso le principali fonti storiche di arredo e di complemento all’argomento: pregevoli e rari erbari, libri antichi di botanica medica, mortai di sapiente fattura artigiana, sinuosi apparecchi di distillazione, ceramiche artistiche, preziose vetrerie e arredi di spezieria di ogni sorta.Mitologia, magia, religione, filosofia, letteratura, alchimia, tradizione, ma anche scienza, sono campi attraverso cui la speculazione intellettuale celebra il “dono” delle piante salutari.Ripercorrere l’uso delle erbe nei secoli consente di riscoprire le radici del millenario rapporto tra l’uomo e le piante curative. La progressiva diversificazione tra erboristeria popolare e farmacopea ufficiale, tra medicina ufficiale e medicina tradizionale, tra farmaci artigianali secundum artem da una parte e prodotti chimici dall’altra, tutto fornisce al visitatore la chiave di lettura per decodificare la criticità della situazione contemporanea. Fulcro ed anima di Aboca Museo è il Centro Studi, che svolge compiti di ricerca storico-bibliografica e di comunicazione-informazione, per tutti gli aspetti connessi al mondo dell’erboristeria. Il Centro si avvale di un ricco patrimonio librario contenuto nella Bibliotheca Antiqua, uno “scrigno” di un migliaio di volumi a stampa, pubblicati tra il ’500 e i primi del’900, tutti accomunati dall’affascinante tematica del valore terapeutico delle piante e della salvaguardia della salute.

     Aboca Museum - Sansepolcro

    Aboca Museum – Sansepolcro

  • Il Museo Civico di Sansepolcro ha sede nel duecentesco Palazzo della Residenza o dei Conservatori. L’edificio ha subito nel corso dei secoli numerose trasformazioni inglobando il trecentesco Palazzo dei Malatesta. Il Palazzo della Residenza vero e proprio, dimora del potere comunale e della magistratura dei Conservatori del Popolo, corrispondeva alla parte principale del Museo, ed era collegato all’adiacente e trecentesco Palazzo del Capitano, o Pretorio, per mezzo di un arco, detto “della Pesa”, tutt’ora esistente. L’attuale configurazione risale al 1456 quando il Palazzo della Residenza fu completamente riorganizzato assimilando in un unico organismo questi nuclei più antichi; in particolare fu ridefinita la sala dei Conservatori, che vanta sulla parete di fondo la celebre Resurrezione di Piero della Francesca. Nel salone il visitatore può ammirare sculture in pietra romaniche e il cosiddetto “Tesoro della Cattedrale” composto da numerosi arredi liturgici per il culto e la venerazione. Altrettanto rilevante è stato il restauro degli ambienti del primo piano con la ricostruzione dei soffitti secondo modelli originali e l’apertura di due grandi bifore gotiche che, affacciandosi sul piano pavimentato dell’Arco della Pesa, avvicinano il visitatore a quello che doveva essere l’aspetto trecentesco dell’intero complesso architettonico. Ad avvalorare ulteriormente questa sensazione sono le opere del XIV secolo, qui esposte, affreschi e sinopie provenienti da importanti chiese biturgensi.
  • Rientro verso i luoghi di partenza.

 

 

Fine Percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

Escluso il diritto di recesso.

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