I Famosi “Rioni” di Città di Castello


Cartina d'epoca di Città di Castello

Cartina d’epoca di Città di Castello

Attualmente i rioni storici della Città sono tre: San Giacomo, Mattonata, Prato

 

 

SAN GIACOMO

 

Stemma di San Giacomo

Stemma di San Giacomo

 

Il rione San Giacomo occupa la zona settentrionale della città . San Giacomo, santo titolare dell’omonima chiesa, oggi Santa Chiara, risalente all’XI secolo, ha dato il nome all’intero quartiere e ancora oggi compare nello stemma della Società Rionale. I confini del quartiere storico e del rione attualmente non coincidono più, poiché San Giacomo ha “assorbito” anche l’abitato di Sant’Egidio che un tempo si estendeva nella parte orientale di Città di Castello.Via XI settembre costituisce l’asse portante del quartiere attorno a cui si sviluppa un fitto reticolato di strade e di vicoli che conservano ancora il fascino antico e popolare della città.

 

MATTONATA

 

Stemma Rione Mattonata

Stemma Rione Mattonata

Il  ”Rione Mattonata” comprende anche l’antico Rione di S. Maria, diviso in due settori dalla grande via retta che da “Piazza di Matteotti” conduce a Porta S.Maria, l’attuale Corso Vittorio Emanuele. Il suo antico nome era infatti Via S. Maria, forse per la presenza di due Chiese dedicate alla Madonna: S.Maria Maggiore e S. Maria Nuova. In tempi antichi una famiglia in particolare predilesse questa parte della città, una famiglia che, con alterne vicende, per ben cinque secoli condizionò la vita politico-amministrativa di Città di Castello: i Vitelli. Provenienti dal vicino castello di Selci, ricchi mercanti, si insediarono in città all’attuale numero 11 di via della Mattonata (si possono tutt’ora ammirare lo stemma di famiglia sulle arcate delle finestre e quello della famiglia amica, i Medici di Firenze, sulla facciata). Quando poi la casata predominava la vita cittadina, dovendo molto spesso ricevere grossi personaggi dell’epoca, quali i Medici, i Baglioni, i Montefeltro, ecc., fecero pavimentare la via dove sorgeva il loro palazzo con mattoni, a “lisca di pesce”. Da il nome Mattonata che dura a tutt’oggi, e ha dato il nome al rione stesso. Oggi il rione è l’ unico che conserva intatta la sua grandiosa porta a ricordo di tanti assedi, di tante battaglie, di tanta storia. Insieme al confinante rione Prato (San Florido).Il rione ha inoltre avuto nei secoli anche una sorta di  fama “godereccia”, dovuta in parte alle molte locande, ai bagni pubblici di età romana, alla vicinanza all’anfiteatro (era al Prato) e non ultima alla presenza di molte case mondane (ancora c’è una strada chiamata via Pietra dell’Amore). Ogni anno viene celebrata la festa rionale della Mattonata che è nata per venerare un’immagine della Madonna: ogni anno all’apertura della festa, viene celebrata una messa davanti all’edicola della “Madonna della Mattonata”. Questa festa  fà mantenere vive certe tradizioni ad esempio, l’albero della cuccagna, il gioco delle pignatte, delle brocche, ecc. e si conclude ogni anno con il famoso Palio dell’Oca, antica parodia popolare dei giochi cavallereschi dei signori.

Particolare folcloristico alla  Festa della Mattonata

Particolare folcloristico alla Festa della Mattonata

 

Particolare ottocentesco Porta S.Maria  (Città di Castello)

Particolare ottocentesco Porta S.Maria (Città di Castello)

                           

 PRATO

 

Il rione Prato è il più antico della città, almeno come associazione organizzativa, se non come insediamento urbanistico. Questa parte della città è scritta con il nome di San Florido, ma sempre tutti l’hanno chiamata il Prato a ricordo di quando, prima dell’allagamento nel 1200 delle mura urbiche, questa zona era un immenso prato che dal Duomo si estendeva giù fino al Tevere. Qui I Marchesi del Monte Santa Maria costruirono case di valore, tanto che la strada principale prese il nome di “via dei Marchesi”. Più tardi questo nome sarà cambiato in “via dei Casceri”, forse in onore all’antica famiglia Cassoli.  La gente “bene” tifernate ambiva ad avere una casa in questa via e infatti la prestigiosa famiglia Vitelli come primo insediamento quando nel 1200 venne a Città di Castello scelse la Mattonata, ma il suo splendore lo espresse in altre parti della città e soprattutto nel rione famoso rione Prato, come testimonia la  splendida dimora del Palazzo Vitelli alla Cannoniera dove lavorarono Giorgio Vasari, Cola d’Amatrice, Cristoforo Gherardi ed altri artisti di quel tempo. In via dei Casceri, gran parte della nobiltà tifernate aveva la propria dimora. Tra queste quella occupata dal podestà Luchino Luchini l’Urbinate, mandato a Città di Castello da Guidantonio Conte di Urbino e momentaneamente padrone della città. Era il 1432 quando a Città di Castello, il podestà Luchino mise gli occhi su una bellissima donna, noncurante che la signora era felicemente sposata con Biagio del Pasciuto. Luchino Luchini iniziò una serrata corte alla donna , ma nonostante le minacce non riuscì mai ad ottenerla. Arrivato all’esasperazione di non riuscire a raggiungere il suo “obbiettivo “ si approfittò dell’alta carica che ricopriva e  fece mettere in prigione Biagio, il marito.Il suo intento era quello di liberare l’uomo solo quando avrebbe ottenuto la moglie di costui. Ma la  virtuosa non si arrese e con l’aiuto dei fratelli combinò un falso incontro amoroso. Luchino Luchini ovviamente abboccò e trovò come sorpresa la morte.

Ogni anno il Rione Prato, intorno agli ultimi giorni di Agosto celebra  le famose “Giornate dell’artigianato storico”  dove  per quattro giorni si torna indietro nel tempo, cercando di far rivivere le suggestioni e le emozioni di un epoca dell’epoca  rinascimentale. Gli antichi vicoli, le vie, con i palazzi storici, le piazze e gli angoli più suggestivi del rione faranno rivivere i fasti del passato con giullari, giocolieri, musici e balletti. I mestieri presenti, lungo le vie e negli antichi fondi dei vicoli torneranno a rivivere a segnare le giornate con i ritmi del fabbro, dello scultore, della tessitrice,del ceramista e dello scalpellino. In questi 4 giorni il Rione Prato farà rivivere anche l’aspetto gastronomico con i suoi ristoranti e le taverne che presenteranno pietanze con i sapori dei tempi antichi.La domenica pomeriggio il corteo storico con oltre duecento figuranti attraverserà le vie del Rione per arrivare in Piazza Matteotti dove gli sbandieratori con i giochi di bandiera, il Torneo di Balestra manesca fra i rappresentanti delle antiche porte di Città di Castello, le musiche e danze rinascimentali trasformeranno la piazza in un grande palcoscenico”. 

 

Qui di seguito alcune immagini di momenti duranti le “Giornate dell’Artigianato Storico”

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