Abbazia di Monte Corona o San Salvatore di Monte Acuto


VEDUTA MONTE CORONA UMBERTIDE

VEDUTA MONTE CORONA UMBERTIDE

L’Abbazia del San Salvatore di Monte Acuto, o chiamata anche Abbazia di Monte Corona è dedicata a Nostro Signore Gesù Cristo, si trova nella parte Nord-Ovest dell’Arcidiocesi di Perugia, nelle immediate vicinanze di Umbertide (4 km circa) ai piedi del gruppo montuoso di Monte Acuto-Monte Corona, all’altezza di 240 mt. sul livello del mare. Il complesso architettonico è costituito da una serie di edifici e dalla chiesa che presenta una facciata molto semplice caratterizzata da un tetto a capanna e da un grande portale quadrato sovrastato da un finestrone. La sua particolarità costruttiva, nonché le piccole feritoie che si intravedono, hanno portato a ritenere che fosse, in origine, una torre di difesa. L’orologio situato sulla torre venne restaurato nel 1992. La Chiesa, consacrata nel 1105, fu costruita in due tempi: il primo nucleo è quello presbiteriale, costruito sopra la cripta consacrata da San Giovanni da Lodi,vescovo di Gubbio e dedicata a S.Sofia; nel XVI secolo, in seguito all’ edificazione dell’Eremo di Monte Corona, fu necessario l’ingrandimento dell’edificio,e lo stesso prolungamento fu dedicato a S.Agnese. Questo fu riservato ai fedeli mentre la parte più antica ai Monaci.La  chiesa è stata ristrutturata e trasformata nel Settecento e quindi riportata allo stato originario negli anni sessanta. La parte aggiunta della Chiesa superiore è ad una sola navata, con due volte a vela e con ai lati due cappelle ornate da altari barocchi; un arco la divide dal vasto presbiterio rialzato  che,coincide con la parte più antica.
Quest’ultima è composta da tre navate che finiscono con tre absidi; le navate sono scandite da quattro archi a tutto sesto per ogni lato, che poggiano su pilastri e colonne in pietra alternati sopra i quali si alzano i muri perimetrali aperti in alto in piccole monofore. La navata centrale, chiusa da un tetto ligneo con struttura a capriate, opera di restauri successivi all’epoca romanica, conserva resti di decorazioni a fresco trecentesche di scuola umbra raffiguranti una Annunciazione. La copertura delle navate laterali è invece a crociera. Al centro della grande navata, al momento della costruzione, fu posto un bellissimo altare,la cui mensa è ora collocata nella navata a sinistra. Nel 1959, nell’esecuzione dei lavori di sistemazione e ripristino, al posto del grande altare fu sistemato un ciborio dell’VIII secolo, ivi trasportato dalla chiesa di San Giuliano delle Pignatte, ma probabilmente originario della stessa Badia. Al termine della navata centrale si eleva un arco ogivale che introduce alla bellissima abside gotica caratterizzata da linee slanciate ed eleganti.  Il ciborio è formato da quattro snelle colonne in pietra che sorreggono i quattro frontoni, formati da lastre dalle pregevoli sculture a motivi vegetali, foglie ed intrecci, ad eccezione della lastra occidentale, nella quale sono raffigurati due eleganti pavoni. Al termine della navata centrale si eleva un arco ogivale che introduce alla bellissima abside gotica a pianta pentagonale, coperta da una volta a padiglione, che conserva tele del XVI e XVII secolo, tra cui una del 1549 che raffigura la Madonna e quattro Religiosi, ed un coro ligneo di buona fattura (XVI secolo). Sotto il presbiterio si trova, come anticipato, l’ampia e antica cripta, seminterrata e del tipo “ad oratorium”, dedicata alla Madonna delle Grazie. Essa è la vera chiesa inferiore caratterizzata da decorazioni di gusto bizantino, è composta da un vasto locale diviso in cinque navate terminanti con tre absidi e coperta da piccole e basse volte a crociera, con archi trasversali e longitudinali, sorrette da colonnine di vario stile realizzate con materiale di spoglio antico e altomedioevale, probabilmente proveniente da un preesistente tempio pagano o paleocristiano. Archi ciechi solcano anche i muri perimetrali della cripta ed entro ciascuno di essi sono ricavati due archi più piccoli, quasi due nicchie. All’esterno, vicino alla facciata, si trova l’imponente campanile, con l’orologio restaurato nel 1992. La torre campanaria nasce in pianta circolare (epoca longobarda) e prosegue verso l’alto (XIV secolo), diventando prima endecagonale, poi ottagonale.
Nelle vicinanze dell’Abbazia al vocabolo Palazzo della Rosa, rimane in piedi un’edicola (1480) restaurata nel 1982: la Madonna con il Bambino. L’edicola è ciò che resta di una cappella esistente in questo luogo, nelle cui pareti erano affrescati altri eventi della vita di San Savino, monaco dell’Abbazia di San Salvatore. inoltre c’è da sottolineare che gli “Annales Camaldulenses” affermano che sotto i dipinti si potevano leggere frammenti di iscrizioni riguardanti i miracoli del Santo.”

 

 

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