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Civitella Ranieri

Civitella Ranieri - Umbertide

Civitella Ranieri – Umbertide

Civitella Ranieri è un Castello del XV SEC. a pochi passi da Umbertide. Esattamente è situato in una posizione panoramica sulla valle dell’Assino , nei pressi della strada Gubbio-Umbertide in posizione strategica per la vicinanza con Perugia,Gubbio, e Città di Castello. L’ attuale castello di Civitella Ranieri sorge nel luogo di un primitivo insediamento militare, vicino alle abbazie di Camporeggiano e San Salvatore, il luogo prende il nome dalla cittadella che Umberto, il figlio di Raniero, fratello del duca Guglielmo di Monferrato, fece costruire in quel luogo nel 1078.Tutt’oggi il castello appartiene ai nobili Signori Ranieri . La facciata principale del complesso è dominata dalle due torri rotonde,con archi aggettanti  che si ripetono sulla facciata, tutta percorsa da beccatelli slanciati, nel cui interno si trovano le finestre che nascondono all’interno un camminamento, un tempo finalizzato alla ronda di guardia.
Nel lato nordorientale si trova invece il maschio quadrato.
Retrostante il volume del castello si trova la corte interna alla quale si accede attraverso tre porte collocate sulla parte posteriore dell’edificio, quella centrale  arricchita da una scala a ventaglio e da un arco a bugne d’arenaria.
Gli edifici che si affacciano sugli altri lati del cortile  formano pressoché un unico corpo a C e sono il risultato di aggiunte successive, così come anche la Chiesa settecentesca collocata sull’angolo nordoccidentale. Il complesso  è tutto circondato da mura che permettono l’accesso interno attraverso due porte una a Sud ed una a Nord,quest’ultima è la più antica con i resti di un ponte levatoio. Il parco circonda  quasi completamente la civitella, partendo dal lato meridionale (dove forse un tempo era posto anche un altro giardino), fino alla zona più estesa a Nord nella quale si sviluppa un bosco fittissimo. Percorrendo il viale rettilineo che si arrampica sulla collina fino al castello si arriva infine alla cinta muraria esterna, con al centro il possente torrione d’ingresso aperto in un arco. Dall’ arco partono due vialetti divergenti che attraversano il semplice giardino-corte d’onore di forma quadrata, interamente circondato dagli edifici di servizio. Dell’antica fortezza rimane molto poco solo il lato d’ingresso del muro di cinta esterno. Il castello infatti era stato distrutto nel 1492 durante le lotte tra i Baglioni e gli Oddi per la supremazia nel territorio di Perugia, pertanto quello che noi vediamo oggi è un complesso militare rinascimentale completamente ricostruito nel XV secolo,con l’aggiunta settecentesca della Chiesa dedicata a San Cristoforo,in sostituzione a quella già presente nella civitella. Nel 1900 circa, il Castello fu ereditato dal figlio di Emanuele Ranieri di Sorbello,il quale riordinò la biblioteca e l’archivio di famiglia. Dal matrimonio con Beatrice di Carpegna non ebbe eredi, per cui adottò il nipote Lodovico (1911 – 67). Nell’agosto del 1950 arrivò dagli Stati Uniti una cugina di Lodovica, Ursula Corning, la quale, incantata dalla località, cominciò a frequentare regolarmente il castello ospitandovi amici e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Nel 1992 nacque il Civitella Ranieri Center, quale punto d’incontro per giovani interessati all’arte, alla musica, alla letteratura e alla poesia, finanziato da una fondazione americana. Inoltre la location ricca di storia è l’ingrediente principale del libro scritto da Marilena de Vecchi Ranieri, dove in lingua italiana e inglese ricostruisce la storia di Civitella Ranieri e la intreccia con la storia della famiglia Ranieri.

Civitella Ranieri

Civitella Ranieri

Civitella Ranieri

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Clicca e Vai a Civitella Ranieri Foundation
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Scopri Città di Castello 1-day Route

Scopri Città di Castello in un giorno

 

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Piazza Matteotti – Città di Castello

 

 

  • Appuntamento e incontro con la guida per i Sigg. Partecipanti   presso Parcheggio Ferri via N.Sauro a Città di Castello ore 9:00, visita in mattinata della Città. La Tifernum Tiberinum (Città di Castello per gli antichi romani) è una città dove si sono sedimentate, in assoluto equilibrio le tracce e la vestigia dell’epoca medioevale e rinascimentale. Si può passeggiare tra le vie del centro , fra dimore storiche conservate perfettamente e monumenti, che ci portano alla luce, come un vero e proprio “libro di pietre” e i luoghi di vita quotidiana.La città per territorio per numero di abitanti, per la sua vivacità imprenditoriale, oltre che per le sue ricchezze architettoniche, e’ il fulcro principale dell’Alta Valle del Tevere.Nel percorrere le vie e viuzze di Città di Castello, il visitatore accorto può trovare i tesori dell’arte antica ma anche moderna; da Raffaello ad Andrea Dalla Robbia, da Signorelli al Ghirlandaio, da Pinturicchio e Rosso Fiorentino. Opere d’arte conservate nei prestigiosi musei o nei palazzi della città. Per non parlare dei numerosi Palazzi Vitelli, segno indelebile della grandezza di una delle famiglie più antiche dell’Urbe.
  • Per il pranzo ci sposteremo nei pressi di un ristorante del Centro Storico della Città per assaporare i prodotti tipici della ridente cittadina.
  • Nel pomeriggio,riprenderanno le visite presso il Duomo superiore e inferiore dedicato ai due patroni della città Florido e Amanzio , oltre che il Museo del Duomo.

 

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Cripta Duomo Inferiore – Città di Castello

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Interno Duomo di Città di Castello

 

  • Inoltre visiteremo uno dei Palazzi più conosciuti e rinomati della città, cioè Palazzo Vitelli alla Cannoniera che ospita La Pinacoteca Comunale.
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Palazzo Vitelli alla Cannoniera – Città di Castello

  • In seguito ci sposteremo verso la zona della Città chiamata Garavelle, dove potremmo immergerci nei sapori contadini in quanto è sede del museo storico del Centro di tradizioni popolari di Città di Castello.
  • Per la cena ci sposteremo in un altro locale tipico in cui vi verranno serviti piatti estivi della tradizione.

Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine percorso.

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 PERCORSO

ALLA SCOPERTA DELLA VALTIBERINA SUD:

  • Ore 9:00 appuntamento e incontro con la guida in piazza Mazzini a Umbertide con i Sigg. Interessati, incontro con la guida e breve visita della città. Il centro storico della cittadina è abbastanza piccolo. La Rocca è il monumento più maestoso, essendo una fortezza medioevale realizzata nelle seconda metà del 1300,oggi, dopo il restauro è stata adibito a centro espositivo di arte contemporanea. Nelle zone limitrofe si possono ammirare la chiese e il Museo di Santa Croce, nelle immediate vicinanze si trova il Castello di Civitella Ranieri.

    Civitella Ranieri

    Castello di Civitella Ranieri

 

  • Continueremo con partenza e  visita del Borgo antico di Montone, immerso nelle verdi colline. Montone rappresenta l’idea classica del borgo medioevale, perfettamente conservato ed immutato nei secoli, per questo è stato classificato fra i Borghi più belli d’Italia.Un paesaggio lussureggiante è la degna cornice di questo antico borgo, ricco di storia, pregievoli opere d’arte oltre che di tradizioni che sono rimaste immutate nei secoli, e proprio in questo giorno è nostra intenzione farvi conoscere le eccellenze di questa piccola cittadina grazie alla manifestazione organizzata dalla stessa Proloco : “Le giornate dell’artigianato.
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Montone

 

  • Per pranzo ci sarà la partenza verso un rinomato ristorante della zona per degustare un prelibato pranzo.

 

  • Nel pomeriggio ci sposteremo in direzione Pietralunga. Lungo il percorso faremo una breve sosta alla Chiesa della Madonna dei Rimedi, costruita intorno al VII o VIII secolo.Nel ‘500 il luogo divenne centro di intensa devozione mariana causa di una miracolosa apparizione ad delle monache del convento benedettino di Santa Maria del Ponte o della Soraccia. Dopodiché giungeremo all’antico borgo di Pietralunga,che è ubicato su una collina e conserva il tipico aspetto di borgo medievale, cinto da mura, situato intorno ai resti di una Rocca Longobarda fortificata del VIII secolo.
Pietralunga

Pietralunga

 

 

 

Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

 

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Itinerario Rinascimentale Renaissence Itinerary

L’Alta Valle del Tevere offre a chi è amante degli splendori
del Rinascimento italiano straordinarie bellezze e
luoghi da visitare.

SAN GIUSTINO

A San Giustino, situato a Nord dell’ Alta Valle del Tevere, si può ammirare la più rinascimentale delle fortezze:

Castello Bufalini, eretto nel 1487 come Rocca Difensiva
prima e lussuosa residenza poi fu la Famiglia feudataria
del luogo a trasformare l’ edificio difensivo, grazie all’intervento
del Vasari, in una splendida Villa Residenziale.
Ancora oggi si possono vedere gli affreschi di Cristofano
Gherardi detto il Doceno, gli arredi con mobili e suppellettili
d’ epoca ed il giardino all’italiana con labirinto.

Veduta aerea castello Bufalini

Veduta aerea castello Bufalini

 CITERNA

Teatro Bontempelli

Teatro Bontempelli – Citerna

Muovendoci nel vicino Comune di Citerna si può ammirare
il quattrocentesco Palazzo Vitelli dove morì il condottiero
Alessandro Vitelli. Fu proprio agli inizi del 1500
che la città fu data in vicariato a questa Famiglia che
l’ arricchì di monumenti ed opere d’arte, come ad esempio
il Teatro Bontempelli, ubicato nella piccola ma elegante
piazzetta cittadina.

Suggestivo il camino del XVI secolo, detto “degli innamorati” all’ interno di Palazzo Prosperi, nel cuore della città.

Camino degli "Innamorati" Palazzo Prosperi

Camino degli “Innamorati” Palazzo Prosperi

 

CITTA’  DI CASTELLO 

Giunti a Città di Castello già lo splendore rinascimentale
è visibile nelle sue mura cinquecentesche e, entrando nel
centro storico, nelle eleganti architetture rinascimentali,
nei loggiati dei palazzi gentilizi come i Palazzi Vitelli.
A partire dalla seconda metà del 1400 questa potente
signoria governò l’ intero territorio e trasformò la città
in un urbano complesso rinascimentale.
Sorsero cinque palazzi Vitelli: alla Cannoniera (1521-
1532), così chiamato perché sul luogo sorgeva un deposito
di cannoni e oggi sede della Pinacoteca Comunale;

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Palazzo Vitelli alla Cannoniera

A San Giacomo, all’ interno del quale si possono ammirare una serie di affreschi del Parmigianino, all’ Abbondanza (1490-1550) in Piazza Matteotti e a Sant’ Egidio in Piazza Garibaldi.Questo fu fatto costruire da Paolo Vitelli verso la metà del 1500 e reca al suo interno affreschi del Gherardi e del Parmigianino. Infine la Palazzina Vitelli con il suo elegante loggiato affrescato sempre dal Gherardi. Grazie a questa influente famiglia lavorarono in città famosi artisti quali Luca Signorelli, Giorgio Vasari, Raffaello, Domenico Ghirlandaio, Rosso Fiorentino. Anche la Basilica Cattedrale porta i segni dei fasti rinascimentali, soprattutto nel duomo superiore dove lavorarono Pomarancio, Benefial, Conca. Altri edifici cinquecenteschi sono Palazzo Albizzini, sede oggi del Museo-Collezioni Burri, Palazzo Bufalini iniziato nel 1572 e portato a termine nella metà del Settecento,Palazzo Bondi-Mancini. Da visitare la Chiesa di S. Maria Maggiore di stile gotico, ex voto di Niccolò Vitelli, fatta costruire tra il 1483-1509 e la Cappella Vitelli (1563) di Giorgio Vasari.

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Palazzo Vitelli a Sant’Egidio – Città di Castello

PIETRALUNGA

Pieve dei Saddi - Pietralunga

Pieve dei Saddi – Pietralunga

Muovendoci verso il Comune di Pietralunga, poco lontano
dal centro è possibile visitare il complesso di Pieve
de Saddi, culla del Cristianesimo, luogo dove, secondo la
tradizione, fu martirizzato San Crescenziano, evangelizzatore
di tutta l’Alta Valle del Tevere: qui si possono ammirare
strutture ed affreschi del Quattro e Cinquecento.

 MONTONE

Anche nel Comune di Montone governò la famiglia
Vitelli, fino al 1640, portandovi il gusto della rinascita.
Ancora prima la sua fama è legata alla famiglia Fortebraccio
in modo particolare ad Andrea detto Braccio,
famoso Capitano di Ventura.
La chiesa gotica di San Francesco,
di particolare pregio
artistico, fu ampliata nel XIV secolo e custodisce
opere del periodo rinascimentale.

Chiesa San Francesco

Chiesa San Francesco

MONTE SANTA MARIA TIBERINA 

Nel versante orientale dell’ Alta Valle del Tevere, si
può visitare Monte Santa Maria Tiberina, un tempo
roccaforte dei Marchesi del Monte. Nella piazza
del paese si può ammirare il Palazzo Boncompagni
Ludovisi, un tempo dimora dei Bourbon e di fronte
il sontuoso palazzo Marchionale edificato nel 1400
con un portale del 1500.

Palazzo Boncompagni Ludovisi

Palazzo Boncompagni Ludovisi

LISCIANO NICCONE

Anche Lisciano Niccone, lungo la valle dell’ omonimo
Torrente, conserva molti dei suoi caratteri
rinascimentali, nei rifacimenti realizzati durante il
corso dei secoli.

 

UMBERTIDE  

 Chiesa S Maria della Reggia- Umbertide

Chiesa Santa Maria della Reggia – Umbertide

Ad Umbertide si possono ammirare le chiese cinquecentesche di San Bernardino e quella a pianta ottagonale di Santa Maria della Reggia . Una straordinaria opera del Signorelli “La Deposizione dalla Croce” è conservata nella Chiesa omonima, costruita nel 1651. Non lontano dalla città meritano di essere visitati i Castelli di Civitella Ranieri del XV secolo e di Serra Partucci del XVI secolo perchè di impianto rinascimentale.

Arrivederci al prossimo itinerario.

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Arte e Musei

CITTA’ DI CASTELLO :

MUSEI

PINACOTECA COMUNALE

Pinacoteca Comunale -Città di Castello

Pinacoteca Comunale -Città di Castello

 

Nelle splendide sale di Palazzo Vitelli alla Cannoniera è situata la Pinacoteca Comunale. L’antico palazzo , di epoca rinascimentale, fu edificato dalla Famiglia Vitelli in occasione delle nozze tra Alessandro Vitelli e Paola Angela Rosso di San Secondo Parmense. L’edificio vanta la collaborazione dei più illustri maestri dell’epoca: è attribuito a Cristoforo Gherardi il decoro a graffiti della splendida facciata di fronte al giardino. Nella numerose sale affrescate la Pinacoteca accoglie opere che vanno del 1300 al 1900, proprio per questo è considerata uno dei musei più importanti, in Umbria, per opere custodite. Nelle 30 sale del museo, sono esposte le opere dei maestri più importanti del passato : tra le più significative : lo “Stendardo della Santissima Trinità” dell’ancora giovane Raffaello Sanzio, il “Martirio di San Sebastiano” di Luca Signorelli e l’ “Incoronazione della Vergine “ attribuita a Domenico Ghirlandaio.
Di pregia anche la collezione di ceramiche dei fratelli Della robbia e il Reliquiario di Sant’Andrea dei Ghiberti . arricchiscono la collezione le opere di artisti moderni tra cui Carrà, De Chirico e Guttuso.

Duomo di Città di Castello

Duomo di Città di Castello

MUSEO DEL DUOMO

Il Museo del Duomo , attiguo alla basilica di S.S florido e Dalmazio , si compone in 12 sale, su due piani, nei locali che un tempo appartenevano alla canonica. Otre alle opere di oreficeria e di manufatti, di particolare interesse risulta essere il “Tesoro di Canoscio”, una delle scoperte più significative di arte paleocristiana del ‘900 : una collezione di oggetti usati nella liturgia eucaristica, risalenti al VI secolo. Nella seconda sala spiccano per pregio il “Paliotto” in oro ed argento del 1146 e il “Pastorale” opera di oreficeria del XVI secolo attribuito a Goro di Gregorio, orafo senese.
Nello splendido salone gotico del piano superiore, il “Cristo in Gloria”di “Rosso Fiorentino” (1528) e la “Madonna col Bambino e San Giovannino” del Pinturicchio (1486)
Rappresentano alcune testimonianze racchiuse nel museo.

Campanile di Città di  Castello

Campanile di Città di Castello

IL CAMPANILE

E’ senza dubbio uno dei simboli della città e contribuisce a delineare , assieme alla cupola del Duomo e alla torre civica, lo skyline tifernate. E’ situato proprio dietro la Piazza Gabriotti, salendo da via della Legna e via del Modello, a pianta circolare, lo rende unico nel suo genere. La parte inferiore del campanile risale ai secoli XI-XII ed è realizzata in piccoli conci di pietra arenaria.
Il doppio ordine della finestra appartiene ad epoca successiva, intorno al 1283. Il campanile è alto 43,5 metri, un diametro medio di 7 e lo spessore misura un metro. Nel coronamento a cono è ubicata la cella campanaria, con tre con tra campane funzionanti. E’ stai nuovamente riaperto al pubblico.

 

 

 FONDAZIONE PALAZZO ALBIZZINI

COLLEZIONE BURRI(ex Seccatoi del Tabacco)

 

Tra i più importanti artisti del 900, Alberto Burri, nato e cresciuto a Città di Castello, ha donato alla sua città natale , ben due musei, nei quali si possono ammirare le sue opere. Palazzo Albizzini e gli ex Seccatoi del tabacco.
L’esposizione delle opere di Burri, ordinata nei due dei tre piani del rinascimentale Palazzo Abizzini , comprende 130 opere datate dal 1948 al 1989 ed esposte cronologicamente in 20 sale : i Catrami, le Muffe, i Secchi, i Legni, i Ferri degli anno 50, le Plastiche del 60, i Cretti del ’70, i Callotex degli anni’ 70 -80 e i Multiplex. Nella collezione degli ex seccatoi del Tabacco, complesso industriale degli anni 50, restaurato e reso museo da Burri, si possono ammirare i grandi cicli pittorici dell’artista tra il 1974 e il 1993.
I padiglioni comprendono 128 grandi opere suddivise per cicli tra cui“il Viaggio” (1979), “Orsanmichele” (1980) “Sestante” (1989) .

 MUSEO DELLE TRADIZIONI POPOLARI

Centro Tradizioni Popolari Garavelle

Centro Tradizioni Popolari Garavelle

Il Centro di Documentazione delle Tradizioni Popolari, e delle Botteghe Artigiane, si trova nel complesso di Villa Cappellotti a Garavelle, distante 1km dalla città. Il museo è uno dei primi in Italia a raccontare ed esporre oggetti legati alla tradizione contadina. La mostra allestita all’interno di una casa colonica dove sono state ricostruite le varie stanze della casa utilizzando mobili, suppellettili, arnesi da lavoro legati alla vita quotidiana e alle attività agricole delle famiglie tifernati.

Istituito per volontà della Regione Umbria nel 1974 e realizzato in collaborazione con la Cassa di Risparmio e il Comune di Città di Castello che ne assicura la gestione.  Il Centro, inserendosi in quella serie di iniziative che mirano alla salvaguardia delle tradizioni popolari e artigiane, fornisce una precisa immagine delle condizioni sociali di vita del passato, quando il contadino doveva provvedere interamente a se stesso e alla propria famiglia. In questo “Museo”, allestito in una tipica casa della campagna altotiberina, troviamo al piano terra la bottega del fabbro con un bellissimo mantice in cuoio, la fucina e gli arnesi d’uso comune come pinze, molle e martelli; di fronte è sistemato il travaglio per ferrare buoi e cavalli. Nelle stalle sono raccolti tutti gli strumenti e gli oggetti che servivano per la cura degli animali come gioghi, finimenti, ceste (canicce), trinciaforaggi, mentre nella cantina sono ben sistemati fiaschi, imbuti, botti e dei bellissimi quanto rari torchi; nel locale adibito a frantoio, oltre agli orci e alle anfore per l’olio e le ceste, è collocata una macina di pietra e un gigantesco torchio del Settecento. Salendo al piano superiore scopriamo la grande cucina, tipica della famiglia patriarcale, con il focolare in pietra annerito dal fumo, come il soffitto, da dove pende l’uva messa ad appassire per il vinsanto; appoggiati alle pareti i piccoli strumenti da lavoro di tutti i giorni: passini per pomodori, “battilarde” consunte, “grattacacie” di varie forme, setacci per la farina; accanto al camino è posta la “coccia” per il bucato, che veniva poi portato a lavare al fiume o alla fonte con il carro trainato da buoi. Nella camera il letto è in ferro con gli immancabili comodini ai lati e con i santini devozionali appesi alle pareti; il materasso è così gonfio perché riempito con le foglie di granturco (pulliche), le lenzuola e le coperte sono fatte al telaio, così come camicie e altra biancheria messa vezzosamente sopra il letto. Nella grande soffitta, in una sala, sono stati raccolti tutti gli attrezzi necessari alla cernita e alla raccolta dei cereali; mentre in un’altra stanza sono stati sistemati i telai utilizzati per l’abbigliamento della famiglia, gli oggetti come filaretti, navette, rocche, aspi, fusi e arcolai occorrenti per il lavoro di filatura e tessitura. Innumerevoli sono gli oggetti recuperati e sistemati in questa particolare sede espositiva, dove ogni strumento di lavoro rivive la sua storia, perfettamente ambientato nei luoghi dove era di solito utilizzato. Qui il visitatore  si troverà a proprio agio, immerso in un mondo diverso da quello di tutti i giorni, dove non rivive soltanto una casa, ma un mondo, un’intera civiltà.

MUSEO DELLA TELA UMBRA 

Museo della Tela Umbra

Museo della Tela Umbra

Nelle splendide sale di Palazzo Tommasini, già sede dal 1908 del laboratorio “Tela Umbra”,si trova  la “Collezione tessile di Tela Umbra”. Questa collezione è un museo del tessuto e una felice rievocazione dei Baroni Alice e Leopoldo Franchetti che fondarono il laboratorio tessile e intrapresero tante altre iniziative di importanza determinante per la storia di Città di Castello. Tale collezione nasce dal proposito di tutelare e promuovere questo tipo di “artigianato-artistico” così fortemente radicato nella realtà economico-sociale, propria del nostro territorio. Sulle basi di queste premesse, la collezione raccoglie al suo interno pezzi unici della tessitura: dalle tovaglie umbre rinascimentali a fasce decorate, ai preziosi merletti a fuselli fino ai meravigliosi tappeti ed arazzi di produzione attuale. Nelle teche sono esposti campionari di tessitura prodotti dal Laboratorio di Tela Umbra; una parte del salone è riservata all’esposizione di strumenti tipici per la tessitura, come: il telaio, il filatoio, l’aspo; altre sale contengono parte degli effetti personali dei Baroni Franchetti, quali oggetti di arredamento, corredo, l’epistolario di Alice Franchetti, nonché diplomi di benemerenza, attestati e fotografie relative alle attività socio-culturali (Laboratorio Tela Umbra 1908, Scuola della Montesca 1901, Scuola di Rovigliano 1902). L’itinerario museale prevede la visita alla Collezione Tessile e al Laboratorio di tessitura, unico in Italia in cui ancora oggi tutte le fasi della lavorazione dall’orditura alla rifinitura sono ancora esclusivamente manuali. Una presenza interessante e rara è costituita dall’allestimento di un “aula tipo” delle scuole della Montesca e di Rovigliano in cui veniva applicato il metodo Montessori, ideato da Maria Montessori, amica della Baronessa Alice. Adiacente all’aula vi è una sala con l’archivio fotografico e documentario a disposizione degli eventuali ricercatori interessati a tematiche relative alla storia dei Baroni e della tessitura. Adiacente al museo c’è il negozio bottega d’arte “Tela Umbra”.

 

 

MUSEO TIPOGRAFICO GRIFANI-DONATI 

Tipografia Grifani-Donati

Tipografia Grifani-Donati

La Tipografia Grifani Donati, nata nel 1799, unica tra le aziende così antiche ad essere ancora oggi attiva, è divenuta negli ultimi anni il punto di riferimento obbligatorio per la valorizzazione culturale del patrimonio tipografico a Città di Castello. L’istituzione di un Museo delle Arti Grafiche risponde all’esigenza di preservare la prestigiosa tradizione della tipografia e dell’editoria, presente in città fin dal XVI secolo, e permette di riscoprire le antiche tecniche artigianali dell’arte della stampa. Ancora oggi il settore tipografico rappresenta una delle maggiori attività produttive del territorio tifernate. La Tipografia, ubicata da più di duecento anni nei locali soprastanti l’ex chiesa di San Paolo (sec. XIII), deve la sua origine agli stampatori Francesco Donati e Bartolomeo Carlucci che nel 1799 lasciarono Assisi per aprire una bottega a Città di Castello. L’attuale titolare, discendente dei Donati, continua la tradizione di famiglia, aggiungendo alla produzione tipografica e calcografica la litografia, esclusivamente su pietra, la rilegatura ed il restauro dei libri. Questo particolare museo-laboratorio si pone come punto di riferimento per tutti quegli artisti che, utilizzando tecnologie di incisione tradizionale, necessitano di adeguate attrezzature per la stampa delle loro creazioni come litografie, xilografie, acqueforti, puntasecca e incisioni su linoleum. All’interno di questi affascinanti locali sono conservati macchinari di varie epoche perfettamente funzionanti, utilizzati per la produzione di stampe artistiche e vi vengono allestite interessanti mostre tematiche.

MUSEO ARCHEOLOGIA ARBOREA

museo archeologia arborea

museo archeologia arborea

L’Associazione Archeologia Arborea, con sede a San Lorenzo di Lerchi, ricerca e salva specie e varietà locali di fruttiferi da molti anni, tenendo in considerazione anche tradizioni e usi popolari, sistemi di coltivazione e la storia alimentare di questo materiale vegetale. I soci dell’Associazione, nata per sostenere la collezione in campo e per sostenere e proteggere le vecchie varietà fruttifere, arrivano da tutta Europa e tutta Italia e, versando un piccolo contributo, diventano tutori di una delle piante in collezione, potendo così consumarne i frutti, tranne tre che vengono lasciati: uno per il sole, uno per la terra ed uno per la piante, secondo una tradizione locale. La ricerca delle vecchie piante da frutto ha avuto, fin dall’inizio, come scopo fondamentale e primario quello di salvare queste piante, lavorando sempre con un carattere di estrema urgenza in quanto ogni anno si vedevano scomparire sempre più numerose varietà ed ecotipi. Con il materiale ritrovato in questi anni è stata costruita una ricca collezione nella piccola azienda agricola di San Lorenzo di Lerchi.

Le piante vengono coltivate con i sistemi tradizionali del luogo. Sono state raccolte fino ad ora e messe a dimora 382 varietà di melo, pero, pesco, susino, ciliegio, sorbo, mandorlo nespolo, uva e giuggiolo. La collezione è aperta su prenotazione e viene visitata da tecnici, associazioni, singoli cittadini oltre che da scolaresche di ogni grado, dalle scuole primarie alle Università.

 

 

 

CHIESE

 

Duomo di Città di Castello

Duomo di Città di Castello

DUOMO DI CITTA’ DI CASTELLO 

La prima cattedrale cittadina, dedicata a Santo Stefano fu distrutta dall’esercito di Totila verso la metà del VI secolo . Il nuovo edificio fu subito ricostruito su iniziativa del vescovo Florido , inaugurato all’inizio del VII secolo e dedicato a San Lorenzo Caduto in rovina, fu restaurato nella prima metà dell’XI secolo e consacrato a san Florido, patrono della città, il 22 agosto 2012 Nel 1945 la cripta della chiesa, edificata in questo periodo, accolse le reliquie dei santi Florido e Amanzio. Infine un nuovo restauro, dovuto ad un terremoto ed iniziato nel 1494 portò ad una nuova consacrazione il 22 agosto 1529: al nome di Florido, in questa occasione si aggiunse anche quello di Sant’Amanzio La cupola cinquecentesca, crollata a seguito di un secondo terremoto, fu ricostruita alla fine del Settecento, su progetti di Tommaso Catrani
Uno tra i più antichi insediamenti della città, tradizione vuole che il Duomo sorga sulla vestigia dell’antico tempio dedicato alla Dea Felicita, eretto da Plinio il Giovane nel nel I° secolo d. c. nel pavimento della cripta è visibile l’antico perimetro.
La chiesa, frutto di lavori eseguiti nel corso dei secoli, risulta essere un amalgama di stili diversi.
All’esterno la facciata del Seicento si presenta incompiuta, mentre il lato nord è impreziosito da un ricco portale gotico e bassorilievi datato prima metà del XIX secolo, preceduto da una scala settecentesca opera di Venanzio Righi i. Affianca la chiesa un campanile romaico rotondo, di stile ravennate ).
L’interno dell’edificio, di impronta rinascimentale , è a pianta a croce latina ad un’unica navata con soffitto a cassettoni del Seicento e cappelle laterali. Tra queste si distinguono: la cappella del Santissimo Sacramento di fine Seicento di Nicola Borboni la cappella di San Paolo che ospita l’affresco raffigurante la Conversione sulla via di Damasco del Pomarancio . Nel coro sono affrescati episodi della vita di san Florido, mentre gli stalli lignei risalgono alla fine del XIX secolo e sono opera di Raffaellino del Colle . L’altare maggiore è della fine del Settecento, ricostruzione di quello precedente distrutto dal terremoto che fece rovinare la cupola sopra l’altare.
Una scala conduce alla cripta, chiamata anche chiesa inferiore (del XV secolo), ove sono custodite le reliquie dei santi titolari della cattedrale. La cripta conserva il cranio di San Crescentino e anche la statua della Madonna nera di Città di Castello: particolarità di questa Madonna è che, invece di avere fra le braccia il Bambin Gesù, tiene nella mano sinistra un’altra donna più piccola, che regge in mano una sfera; inoltre la Madonna porta in testa una corona assomigliante ad una tiara (tipica dei papi ).
La chiesa ospita altre opere notevoli di Rosso Fiorentino e Tommaso Conca . L’annesso museo raccoglie importanti oggetti liturgici paleocristiani del V e VI secolo , altri arredi sacri medievali ed una Madonna del Pinturicchio

CHIESA DI SAN DOMENICO 

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Chiostro di San Domenico

 

La monumentale Chiesa si presenta con un’ ampia e severa struttura ad unica navata con copertura a capriate.
La facciata è incompiuta mentre il portale sul fianco a sinistra risale al XIV secolo entrando al suo interno si è subito colpiti dalla suggestione spaziale dell’interno, dove risalta la severa architettura medievale riportata alla luce dopo i restauri dell’inizio del secolo scorso. La chiesa conserva numerosi affreschi in parte frammentati, attribuiti a maestri di scuola umbra e marchigiana.

 

 

CHIESA DI SAN FRANCESCO 

Chiesa di San Francesco

Chiesa di San Francesco

In piazza Raffaello Sanzio vi si trova la chiesa di S. Francesco edificata nel 1273.
In stile gotico è stata ampiamente ristrutturata nel XVIII secolo e dell’edificio originale rimangono le tre absidi poligonali.
Nell’interno ad una navata la cappella Vitelli progettata dal Vasari e chiusa da una bella cancellata in ferro battuto del XVI secolo quindi oggetti d’arte di notevole pregio tra cui una terracotta raffigurante “le Stigmati di San Francesco”, della bottega dei Della Robbia, la copia del celebre dipinto “lo Sposalizio della Vergine” di Raffaello (qui dipinto e custodito fino alla fine del ’700, oggi custodito alla Pinacoteca di Brera)

 

 

 

CHIESA SANTA MARIA MAGGIORE 

 

Chiesa Santa Maria Maggiore

Chiesa Santa Maria Maggiore

 

La chiesa di Santa Maria Maggiore è della fine del ’400, inizi del ’500, custodisce all’interno frammenti di affreschi dei sec. XV-XVI ed un coro ligneo del XVI secolo. La sua peculiarità è data dalla convivenza di forme rinascimentali all’esterno e gotiche all’interno.

 

 

 

 

 

 

 

 

SANTUARIO DI BELVEDERE 

VEDUTA Santuario di Belvedere

Santuario di Belvedere

 

Il santuario Santa Maria di Belvedere venne eretto tra il 1669 e 1684 su progetto degli architetti Antonio Gabrielli e Nicola Barbioni.
All’esterno è preceduto da un portico semicircolare con pilastri di sostegno.
All’interno si sviluppa su pianta ottagonale con bracci sporgenti dove all’incrocio di essi si eleva l’ampia cupola affiancata dai due campanili.
Nel santuario si venera un’immagine della Vergine con Bambino in terracotta che un tempo si trovava in una piccola chiesa a Caprano.
La traslazione dell’immagine avvenne nel 1684, immagine che fu posta sopra l’altare maggiore. Verso la fine del settecento il santuario visse momenti di difficoltà dovuti al terremoto del 1789 e in seguito per il passaggio dei francesi che fecero razzia rubando i numerosi ex voto conservato nella chiesa.
Una comunità di Cappuccini ha cura del santuario dal 1996 che eseguirono anche interventi di restauro sull’edificio. Dal 2000 si è autorizzata la celebrazione liturgica Santo Pio da Pietralcina, per il quale è stato anche eretto un monumento al si fuori del santuario. Il pellegrinaggio e la devozione per la Madonna del Belvedere sono ancora vivi anche ai giorni nostri.

 

 

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UMBERTIDE 

MUSEI 

Chiesa di Santa Croce

Chiesa di Santa Croce

 MUSEO CIVICO DI SANTA CROCE 

Il Museo è allestito all’interno della Chiesa di santa Croce, antico oratorio dell’omonima confraternita; la struttura ,rimaneggiata più volte nei secoli, ma deve il suo aspetto attuale a quello del secolo XVII. Ne l suo interno son custodite opere databili tra il XVI e il XVII secolo , tra cu la più significativa è la pala d’altare di Luca Signorelli; la “Deposizione”. Di pregio sono inoltre una scultura politematica del 500 raffigurante San Rocco, una tela del Pomarancio con soggetto la “Madonna con il Bambino in Gloria”ed un organo recentemente restaurato e utilizzato durante i concerti. Da tre anni la chiesa e’ anche sede, per la registrazione di opere classiche, della casa discografica “Camerata Tokio”,

 

 

 

La Rocca di Umbertide

La Rocca di Umbertide

LA ROCCA 

Dopo i numerosi restauri, La Rocca è sede permanente de “il Centro per l’arte contemporanea” , al cui interno vengono allestite periodicamente delle mostre, oltre che le opere di Cagli e Consagra.

 

 

 

 

CASTELLO DI CIVITELLA RANIERI 

Veduta Castello di Civitella Ranieri

Veduta Castello di Civitella Ranieri

 

A pochi passi da Umbertide, in posizione dominante, si può ammirare il maestoso castello di Civitella Ranieri. È uno dei luoghi più suggestivi e maestosi dell’Umbria, costruito sopra un colle nei pressi della strada Gubbio – Umbertide in posizione strategica per la vicinanza con Perugia, Gubbio e Città di Castello.
E’ una contea appartenente ai nobili Signori Ranieri, ed è circondata da un bosco secolare che conferisce alla fortezza un fascino magico è costituito da torri rotonde, a scarpata, con archi aggettanti che si ripetono sulla facciata, tutta percorsa da beccatelli, nel cui interno si trovano le finestre; è tutto recinto da mura che permettono l’accesso interno attraverso due porte una a sud ed una a nord.
Questa è la più antica con resti di un ponte levatoio. L’ attuale castello sorge nel luogo di un primitivo insediamento militare, vicino alle abbazie di Camporeggiano e San Salvatore, la cui costruzione venne iniziata nel 1078 ad opera di Raniero, fratello del duca Guglielmo di Monferrato. L’opera venne portata a termine dal figlio Umberto che fece costruire una “cittadella”. Di qui l’origine del nome “Civitella”. Nel 1900 circa, il Castello fu ereditato dal figlio di Emanuele Ranieri di Sorbello, uomo di profonda religiosità e insigne studioso, il quale riordinò la biblioteca e l’archivio di famiglia. Dal matrimonio con Beatrice di Carpegna non ebbe eredi, per cui adottò il nipote Lodovico (1911 – 67). Nell’agosto del 1950 arrivò dagli Stati Uniti una cugina di Lodovica, Ursula Corning, una delle prime sciatrici, la quale, incantata dalla località, cominciò a frequentare regolarmente il castello ospitandovi amici e artisti provenienti da ogni parte del mondo. Nel 1992 nacque il Civitella Ranieri Center, quale punto d’incontro per giovani interessati all’arte, alla musica, alla letteratura e alla poesia, finanziato da una fondazione americana

 

CHIESE

 

Chiesa Collegiata di Santa Maria della Reggia

Chiesa Collegiata di Santa Maria della Reggia

LA COLLEGIATA DI SANTA MARIA DELLA REGGIA 

La chiesa è dedicata alla beata Vergine Maria della Reggia e sorge in prossimità dell’omonimo torrente.
Fu edificata intorno alla metà del XVI , si presenta all’esterno di forma ottagonale e circolare all’interno, sopra la tribuna dell’organo è dipinta l’ “Ascensione “ del Pomarancio del 1578

 

 

 

 

 

L’ABBAZIA DI MONTECORONA

 

Abbazia Monte Corona

Abbazia Monte Corona    L’ABBAZIA DI MONTECORONA

Secondo la tradizione sarebbe stato San Romualdo a fondare, nel 1008, il monastero di San Salvatore di Monte Acuto, una delle più importanti abbazie benedettine umbre.
Nel 1050 il monastero fu retto da San Pier Damiani. I monaci si dedicavano al lavoro individuale e comunitario, privilegiando quello agricolo e artigianale.
Nei secoli si sono avvicendate tra le sue mura figure di grande rilievo, quali il beato Paolo Giustiniani e tanti altri che vi hanno trasfuso tratti della loro profonda spiritualità. L´antica cripta seminterrata è di notevole valore artistico e culturale. E´ composta di un vasto locale diviso in cinque navate, con colonne di vari stili che sorreggono le basse volte. La chiesa superiore, a tre navate, fu consacrata nel 1105; conserva resti di affreschi ed un coro ligneo di buona fattura. Interessante il campanile a pianta ottagonale e circolare, forse anticamente torre di difesa, con l´orologio recentemente restaurato. In occasione delle celebrazioni per il millennio dell’abbazia, nel 2008, è stato inaugurato un museo di oggetti religiosi e di materiale archeologico rinvenuto durante gli scavi per la ristrutturazione della chiesa.
Dall´abbazia si sale ai 705 metri dell´Eremo, lungo una strada circondata da boschi di faggi e castagni e punteggiata da edicole votive. Anticamente era collegata alla Badia da un sentiero detto ” la mattonata” , largo circa due metri e costruito a secco con blocchi di pietra arenaria, riaperto in occasione di una passeggiata ecologica che ha permesso di riscoprire il fascino di una natura ancora intatta.

L´Eremo è un antico monastero la cui costruzione risale al XVI Secolo per opera dei padri Camaldolesi e Coronesi

 

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MONTONE

MUSEI 

 

 

Museo Civico di San Francesco

Museo Civico di San Francesco

 MUSEO CIVICO DI SAN FRANCESCO

E’ un accolta di opere provenienti da chiese del territorio comunale di Montone. Tipologia storico-artistica. La sede del museo è dal 1995 la chiesa di San Francesco con l’annesso convento.
All’interno della chiesa sono stati ricollocati parte degli originali arredi, mentre gli spazi conventuali sono stati dedicati all’esposizione di dipinti, sculture e tessuti. La raccolta d’arte comprende dipinti databili dal XV al XVIII sec., tra cui il Gonfalone di Bartolomeo Caporali del 1482, l’Annunciazione del 1532, opera di Tommaso di Arcangelo detto il Papacello e di Vittore Cirelli, artista che dipinse anche l’Immacolata del 1551 custodita nel museo. Di notevole pregio è il gruppo ligneo, databile tra il 1260 e il 1270, che rappresenta la Deposizione di Cristo.
Il museo comprende inoltre un’importante raccolta di tessuti umbri, tra cui le particolari tovaglie perugine, lavorate ad occhio di pernice in lino o cotone, nei colori tipici del bianco e dell’indaco – utilizzate a partire dal 1200 come tovaglie d’altare per poi divenire di uso profano e quotidiano dal XIV secolo.

 

 

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Museo Etnografico

 MUSEO ETNOGRAFICO IL TAMBURO PARLANTE

Il Museo presenta una sezione su alcuni particolari della cultura africana . L’esposizione degli oggetti e il percorso proposto hanno l’intento di fare riflettere sull’idea che si è venuta a creare di un’ Africa di primitive tribù nel periodo della tormentata colonizzazione da parte dell’Italia

 

 

 

 

 

 

 

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CITERNA

CHIESE 

CHIESA DI SAN FRANCESCO   

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Sembra quasi di entrare in un museo, per la ricchezza delle opere che son raccolte all’interno della chiesa. Faceva parte di un convento francescano costruito alla fine XV secolo e l’inizio del successivo. La chiesa è dotata di nove altari, sette dei quali quasi identici. Le opere nel transetto sono attribuite a Raffaellino del Colle, mentre nell’altare a fianco, dedicato a Maria Maddalena, c’è una composizione del Pomarancio risalente al 1570

 

 

DINTORNI

Pistrino

Chiesa Santa Maria

Chiesa Santa Maria

 

Da visitare la piccola Chiesa di Santa Maria , al cui interno sono presenti affreschi del XV secolo che rappresentano u documento di opera di primaria importanza dell’arte popolare umbra

 

 

 

 

Fighille

A nord di Citerna, la cittadina è famosa per la qualità dell’argilla del sottosuolo. Da Fighille parte la strada che conduce all’antica chiesa di Santa Maria di etriolo, deteriorata nel corso dei secoli, sorge ora il Santuaro, consacrato nel 1913.

 

La Verna

Situato a pochi chilometri da Chiusi (Arezzo ), il Santuario , è famoso per essere il luogo in cui San Francesco d’Assisi ricevette le stigmate . Costruito nella parte meridionale del Monte Penna a 1128 metri di altezza, il Santuario – destinazione di numerosi pellegrini – ospita numerose cappelle e luoghi di preghiera e raccoglimento, oltre a diversi punti di notevole importanza religiosa.

 

 

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SAN GIUSTINO

 

 

Veduta Castello Bufalini

Veduta Castello Bufalini

CASTELLO BUFALINI 

Il Castello Bufalini nasce come fortezza militare per difendere l’abitato di San Giustino ed il territorio circostante. La sua edificazione risale al 1480 quando Città di Castello decise di costruire un castello fortificato su progetto dell’architetto romano Mariano Savelli sul luogo di un fortilizio preesistente di proprietà della famiglia Dotti, ormai in rovina a seguito degli eventi bellici del tempo. Poiché la costruzione richiedeva un ingente capitale, nel 1487 il Castello fu donato a Niccolò di Manno Bufalini, cittadino tifernate e ricco possidente terriero in San Giustino, con l’obbligo di completare i lavori sotto la direzione di Giovanni e di Camillo Vitelli e di difendere il maniero in caso di guerre.
La fortezza fu costruita a forma di quadrato irregolare con torri angolari raccordate da camminamenti merlati, su cui domina la mole della torre maestra; il tutto ulteriormente difeso da un ampio e profondo fossato a pianta stellare con ponte levatoio.
Nel 1500, dopo che la famiglia Bufalini divenne di fatto la feudataria del luogo, il Castello fu trasformato in una villa fortificata secondo nuove esigenze sociali, artistiche e culturali. Promotori di tale iniziativa furono l’Abate Ventura Bufalini ed il fratello Giulio. L’originaria struttura chiusa in se stessa fu trasformata (su probabile disegno del Vasari) in una struttura aperta e protesa verso il nobile giardino ed il paesaggio circostante. I lavori più consistenti interessarono la facciata, dove la torre di sinistra fu sopraelevata, trasformata in una loggia coperta e raccordata al maschio mediante la realizzazione di un ampio loggiato con colonne e balaustra in pietra arenaria. Inoltre vennero demoliti i beccatelli e realizzato un nuovo ingresso al centro della facciata.
Trasformazioni significative interessarono anche il lato sud, dove la merlatura fu trasformata in’ un camminamento loggiato. Nei prospetti furono aperte ampie finestre architravate e sul lato nord fu realizzato un ampliamento a ridosso del maschio, per contenere lo scalone monumentale. Altre modifiche più o meno importanti furono apportate nei secoli successivi. La cinta muraria si deve ad un parziale rifacimento settecentesco; più tarda è la chiusura del loggiato sul lato sinistro del cortile interno e la sopraelevazione di una torre campanaria. In tutti gli ambienti sono conservati oltre gli affreschi, un gran numero di quadri, di mobili, di lampadari e di suppellettili che fanno del Castello un raro esempio di nobile dimora giunta fino a noi stupendamente conservata ed arredata. Tra i quadri da ricordare due splendide Madonne, una del Pinturicchio e l’altra attribuita ad artista della bottega del Signorelli. In alcune nicchie del chiostro interno e nella sala del trono sono distribuiti dei busti di marmo di età romana provenienti in parte dalla vicina villa “in Tuscis” di Plinio il Giovane. Tra la cinta muraria ed il fossato del Castello, entro uno spazio irregolare, si estende il giardino che nel 1500 era ‘all’ italiana” con piante basse, alberi da frutto nani, fiori e verdure disposti secondo un disegno ben stabilito, con aiuole, fontane percorsi obbligati, delimitati da varie essenze fra cui il bosso. Probabilmente a questo periodo risale l’impianto del labirinto. Nel 1700 il giardino fu riprogettato e, l’impianto settecentesco, è tuttora visibile nel viale sul perimetro del fossato, nella disposizione delle fontane, nelle nicchie a mosaico e nella galleria a verde detta “volta a botte” sul lato meridionale.

 

Museo del Tabacco

Museo del Tabacco

MUSEO DEL TABACCO 

Sorto nella sede dell’ex Consorzio Tabacchicoltori di San Giustino, nel territorio che per primo vide la coltivazione de L’erba tornabuona,il museo rappresenta un luogo di incontro, divulgazione e ricerca per quanti vogliano entrare in contatto con l’immenso patrimonio che la cultura tabacchicola ha accumulato nel territorio dell’alto Tevere Umbro Toscano. Si tratta di un insieme di conoscenze relative alla coltivazione e alla lavorazione del prodotto tabacco ed anche di approfondimento relativo alle vicende umane che hanno caratterizzato una stagione di cambiamenti, di lotte di emancipazione e conquiste delle lavoratrici e dei lavoratori, che oggi più che mai devono essere conosciuti e salvaguardati.
Il Museo è un importante punto di riferimento per l’organizzazione di attività, iniziative, dibattiti, corsi di formazione, mostre, attinenti l’intera filiera del tabacco, un centro di esposizioni, documentazione e luogo di visita per conoscere la nostra storia, ma anche strumento per connettere le diverse realtà che ruotano attorno a questo complesso mondo produttivo.
Questo strumento è stato realizzato grazie all’azione sinergica di più Istituzioni, a partire dal Comune di San Giustino, che ha acquistato i locali, e al contributo fondamentale della Comunità Montana Alto Tevere Umbro messo a disposizione attraverso il Patto Territoriale dell’Appennino Centrale.

 

 

 

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MONTE SANTA MARIA TIBERINA 

 

Di notevole interesse è la Il sito si raggiunge in macchina ed è accessibile con accompagnatore. La città fu feudo dei marchesi di Bourbon del Monte a partire dall’ XI secolo, i quali venuti in Italia al seguito dei Franchi conquistarono gran parte dell`Alta Valle del Tevere costruendo rocche e castelli in diversi punti strategici, i loro discendenti la governarono fino al 1815, quando il duca Ferdinando di Toscana se ne impossessò ponendo fine al millenario dominio dei Bourbon del Monte.

 

DINTORNI

SANTUARIO DI CANOSCIO 

Facciata del Santuario di Canoscio

Facciata del Santuario di Canoscio

Il Santuario si trova sul colle di Canoscio in mezzo ai castagni. Dal 1348 esisteva una cappella dedicata alla Madonna Assunta, in cui era venerata una bella icona di scuola senese che raffigurava la Vergine al momento del transito. Il 15 agosto 1854 Luigi Piccardini, padre filippino, in omaggio al dogma dell’Immacolata, pensò di costruire un Santuario sul luogo dell’esistente cappella: nacque così il primo Santuario dedicato all’Immacolata.Il tempio fu terminato nel 1857 e consacrato nel 1878. Il tempio, circondato da un ampio piazzale, è preceduto da un artistico portico, opera di Giuseppe Castellucci di Firenze. L’interno è a tre navate: sopra il cornicione della navata centrale, dove partono gli archi della volta, vi sono immagini di vari santi, in terracotta marrone e bianca. Dell’affresco originale del 1348 resta solo l’immagine della Madonna dormiente, dal volto luminoso, racchiusa in un’urna; attorno e sopra è dipinto l’affresco che raffigura gli Apostoli e l’Incoronazione di Maria in mezzo agli Angeli, capolavoro di Annibale Gatti, della seconda metà del 1800.

 

MORRA

ORATORIO SAN CRESCENTINO 
Riedificato nel 1507, venne affrescato da Luca Signorelli nel primo decennio del XVI secolo.
In virtù del recupero finanziato anni fa dal Maestro Alberto Burri restano oggi leggibili alcuni stupendi affreschi (la “Flagellazione” e la “Crocifissione”) da cui si evince in tutta la sua vitalità lo stile inimitabile del grande pittore cortonese.
Sempre a Morra, la Pieve di Santa Maria, ad una sola navata e sola abside, ascrivibile alla seconda metà del XII secolo.

Particolare affresco di Luca Signorelli.Oratorio San Crescentino

Particolare affresco di Luca Signorelli.Oratorio San Crescentino

Umbertide

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Se pure antichissima, è ancora incerta l’origine della città di Umbertide. Alcuni studiosi la ritengono fondata dagli Etruschi, altri dall’antico popolo degli Umbri. Una tradizione diffusa vuole che Umbertide sia stata fondata, col nome di “Pitulum” o di “Oppidum Saepis“, da soldati Romani delle legioni del Console Flaminio, scampati alla disastrosa battaglia del Trasimeno (217 a.C.), i quali si sarebbero sparsi in fuga disordinata per le montagne a ridosso del lago, che avrebbero poi ridisceso per raggiungere la valle del Tevere. Alcuni autori affermano che il nome di questo primitivo insediamento fosse “Tusicum“, altri, per indicare l’antico centro romano, usano i nomi di “Forum Bremitii” o “Forum Julii“. Certo è che, in periodi anche recenti, sono stati rinvenuti nel sottosuolo di Umbertide e nelle zone circostanti numerosi reperti di età romana.

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Chiesa San Francesco – Umbertide

 

Collegiata di Santa Maria della Reggia - Umbertide

Collegiata di Santa Maria della Reggia – Umbertide

L’antica “Pitulum” sarebbe poi stata distrutta dai Goti (si pensa agli Ostrogoti, al comando di Totila, il quale ne avrebbe smantellato le mura). Una nota iscrizione su pietra, posta su una parete delle scale del Palazzo Comunale, riporta: “DICTA FUI PITULUM DICORQUE NOMINE FRACTA ME QUONIAM FREGERE IMPIA GENS GOTHICA…” (Fui detta Pitulum e sono chiamata col nome di Fratta poiché mi distrusse la malvagia stirpe dei Goti…). La riedificazione dell’antico centro, secondo fonti accreditate, avvenne nel 790, per opera di Ingilberto, Ugo e Benedetto, figli di Uberto (o Umberto) Ranieri, i quali avrebbero ricostruito Fratta sulle rovine di Pitulum. Le prime notizie certe e storicamente documentabili di Fratta iniziano dal 1189. Nel mese di gennaio di quell’anno, il marchese Ugolino di Uguccione dei Marchesi di Castiglione fece dono alla città di Perugia di tutte le sue terre e dei castelli, fra i quali “la Fratta dei Figliuoli di Uberto (Fracta filiorum Uberti), una delle principali terre e castelli che abbia oggi in suo potere la città di Perugia”. Da questo momento Fratta seguì lungamente le vicissitudini di quella città. Dal 1362, pur continuando a dipendere da Perugia, Fratta ebbe propri Statuti che furono riformati nel 1521. Fu baluardo perugino verso nord per tutto il lungo periodo medievale e subì distruzioni e saccheggi, i più gravi dei quali quelli compiuti dai 200 cavalieri del re Ladislao di Napoli (1406) al comando di Giulio Cesare da Capua e da Braccio Fortebraccio da Montone, allorché mirava a diventare Signore di Perugia (1402). Il Fortebraccio, nel 1394, aveva già tentato di impadronirsi della Rocca di Fratta  con un’incursione notturna, ma prima di entrare nel castello fu sorpreso, catturato e rinchiuso prigioniero nella stessa Rocca. Per ottenerne la liberazione i fratelli di Braccio dovettero cedere a Biordo Michelotti, capo dei popolani perugini, il castello di Montone. In seguito la città corse un altro grave momento di pericolo, quando l’esercito toscano (1643) si inoltrò nel territorio pontificio per affermare la supremazia dei Signori di Firenze sullo Stato della Chiesa. I Fiorentini a più riprese tentarono di occupare Fratta, ma alla fine, forse scoraggiati da una grande piena del Tevere, lasciarono l’assedio e si ritirarono in Toscana. Gli abitanti attribuirono la grazia di essere scampati alla furia delle truppe assedianti all’antica immagine della Madonna venerata nella chiesa di S. Maria della Reggia , e da allora la scritta F.O.V. posta sotto lo stemma civico assunse il significato di “Fracta Oppidum Virginis”. Per oltre cento anni nel territorio vi fu un lungo periodo di pace, turbato dopo il 1798 dall’arrivo delle truppe Francesi che si abbandonarono ad atti di vandalismo e saccheggio. Furono asportati o danneggiati dipinti nelle chiese di S. Maria della Pietà e di e S. Bernardino , mentre si salvò miracolosamente la tavola con la “Deposizione dalla Croce” di Luca Signorelli, nella chiesa di Santa Croce , e la Pala del Pomarancio nel convento annesso alla chiesa di S . Francesco . Il governo napoleonico, tuttavia, apportò significativi cambiamenti ed elevò Fratta al rango di città (1812). Nel 1860 Fratta fu annessa con tutta l’Umbria al Regno d’Italia. Con l’unità d’Italia si costituirono le prime amministrazioni comunali e Fratta ebbe il suo primo governo locale.

Il 25 gennaio 1863 il Consiglio Comunale, con voto unanime, stabilì di cambiare il nome di Fratta in quello attuale di Umbertide, in onore dei figli di Uberto, antichi riedificatori della città (Fracta filiorum Uberti). Umbertide subì in modo particolarmente drammatico gli ultimi eventi bellici, quando venne fatta oggetto di violenti bombardamenti aerei (25 aprile 1944) che distrussero gran parte delle abitazioni del centro storico, causando 70 morti e numerosi feriti. La ricostruzione fu difficile ma gli Umbertidesi, grazie alla loro operosità e ad oculate scelte amministrative, riuscirono ben presto a cancellare i tristi segni della guerra. Dopo gli anni ’60 notevole è stato lo sviluppo edilizio ed industriale, tanto da cambiare totalmente il volto della città. Il turista può trovarsi oggi a proprio agio grazie agli ottimi servizi alberghieri ed agrituristici ed occupare piacevolmente il tempo libero utilizzando le numerose strutture sportive e ricreative o compiendo interessanti escursioni nel verde incontaminato delle colline circostanti, ricche di castelli quali Civitella Ranieri , Serra Partucci , Montalto , Romeggio , borghi quali Monte Migiano , Preggio , Santa Giuliana , ed abbazie quali Montecorona. 

Castello di Montalto - Umbertide

Castello di Montalto – Umbertide

Veduta di Civitella Ranieri - Umbertide

Veduta di Civitella Ranieri – Umbertide

 

Castello di Serra Partucci - Umbertide

Castello di Serra Partucci – Umbertide

 

Castello di Romeggio

 

Castello di Romeggio

 

 

SCOPRI INOLTRE:

Civitella Ranieri - Umbertide

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Clicca, Eremo di Monte Corona

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Clicca ,Abbazia Monte Corona

 

 

 

 

 

 

 

Pacchetto “Vie del buon gusto”

 

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Prima giornata

29 Giugno

 

  • Dopo la prima colazione arrivo a Città di Castello per i Sigg. Partecipanti  ritrovo al Parcheggio Ferri via N.Sauro di Città di Castello ore 9:30 con la guida.
  • In mattinata arrivo all’azienda agricola Biologica dove vi verranno illustrati i principi della coltivazione biologica; passeggiata tra le colture con raccolta ortaggi;incontro con gli animali del cortile;preparazione verdure e grigliatina nell’aia.
  • In seguito ci sposteremo nei pressi di una giovane cantina locale dove all’ ombra dei filari si parlerà di antichi vitigni coltivati fin dai tempi dei romani in Valtiberina e il recupero di tali varietà; a seguire un fresco aperitivo con degustazione guidata di vini della cantina.
  • Verso l’ora di pranzo in un agriturismo dell’Associazione ci sarà un rinfresco a base di prodotti tipici, nella lussureggiante location di un relais immerso nel verde.
  • Nel pomeriggio verrete ospitati da un produttore di vin santo ,visita della vinsantaia, siesta profumata tra i caratelli; per chi vorrà assistere verrà proiettato un video illustrativo e seguirà un degustazione guidata di vinsanto abbinato a dolcetti tipici ;un dimostrazione live sull’ uso del tartufo fresco in cucina; e degustazione di prodotti e finger food al tartufo.

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Ritorno verso i luoghi di partenza.

Fine 1°percorso.Arrivederci alla seconda giornata.

 

 

 

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 Seconda giornata

30 Giugno

  • Per i Sigg. Partecipanti verso ore 9:00 arrivo ad Umbertide e ritrovo nella piazza Mazzini con la guida.
  • Visita del piccolo delizioso borgo medievale, poi partenza per Monte Corona. In mattinata inoltre giungeremo presso un’azienda apistica,per chi lo desideri avrà luogo una visita guidata alla scoperta delle api e miele; con un laboratorio di smielatura per grandi e piccini; laboratorio di candele in cera d’api; degustazione guidata di vari tipi di miele.
  •  In seguito ci sposteremo presso l’allevamento di Alpaca , accoglienza, iscrizione e consegna gadget (badge per l’alpaca e il visitatore con scritto: “la mamma ci ha fatti uguali”);un passeggiata nel parco alla ricerca dell’alpaca che più ci somiglia.

 

  • Verso l’ora di pranzo, ci sposteremo all’ interno del giardino a bordo piscina di una casa adibita ad uso turistico dell’Associazione, in cui degusterete prodotti tipici dei produttori de “le vie del buongusto” accompagnati da “ciaccia” e pane casereccio.

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  • Nel pomeriggio, riprenderanno le visite.Ci recheremo nella bottega di un’ artigiano del legno in cui assisterete ad una dimostrazione live nel laboratorio di restauro; e una visita guidata dell’atelier artistico.
  • Nell’ orario dell’ aperitivo  avrà luogo all’ interno di una cantina locale un incontro con le eccellenze: vino, salumi, olio extra vergine;inoltre di seguito assisterete ad una dimostrazione di un artigiano ceramista.
  • Per la cena  ci sposteremo in un agriturismo associato, in cui vi verranno serviti piatti estivi della tradizione locale.

 

Rientro verso luogo di partenza.

Fine 2°percorso.

Arrivederci 

 

TERZO ITINERARIO

Scopri Città di Castello in un giorno

 

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  • Appuntamento e incontro con la guida per i Sigg. Partecipanti   presso Parcheggio Ferri via N.Sauro a Città di Castello ore 9:00, visita in mattinata della Città. La Tifernum Tiberinum (Città di Castello per gli antichi romani) è una città dove si sono sedimentate, in assoluto equilibrio le tracce e la vestigia dell’epoca medioevale e rinascimentale. Si può passeggiare tra le vie del centro , fra dimore storiche conservate perfettamente e monumenti, che ci portano alla luce, come un vero e proprio “libro di pietre” e i luoghi di vita quotidiana.La città per territorio per numero di abitanti, per la sua vivacità imprenditoriale, oltre che per le sue ricchezze architettoniche, e’ il fulcro principale dell’Alta Valle del Tevere.Nel percorrere le vie e viuzze di Città di Castello, il visitatore accorto può trovare i tesori dell’arte antica ma anche moderna; da Raffaello ad Andrea Dalla Robbia, da Signorelli al Ghirlandaio, da Pinturicchio e Rosso Fiorentino. Opere d’arte conservate nei prestigiosi musei o nei palazzi della città. Per non parlare dei numerosi Palazzi Vitelli, segno indelebile della grandezza di una delle famiglie più antiche dell’Urbe.
  • Per il pranzo ci sposteremo nei pressi di un ristorante del Centro Storico della Città per assaporare i prodotti tipici della ridente cittadina.
  • Nel pomeriggio,riprenderanno le visite presso il Duomo superiore e inferiore dedicato ai due patroni della città Florido e Amanzio , oltre che il Museo del Duomo.

 

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  • Inoltre visiteremo uno dei Palazzi più conosciuti e rinomati della città, cioè Palazzo Vitelli alla Cannoniera che ospita La Pinacoteca Comunale.

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  • In seguito ci sposteremo verso la zona della Città chiamata Garavelle, dove potremmo immergerci nei sapori contadini in quanto è sede del museo storico del Centro di tradizioni popolari di Città di Castello.
  • Per la cena ci sposteremo in un altro locale tipico in cui vi verranno serviti piatti estivi della tradizione.

Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine percorso.

Arriverderci

 

 

 PERCORSO

ALLA SCOPERTA DELLA VALTIBERINA SUD:

  • Ore 9:00 appuntamento e incontro con la guida in piazza Mazzini a Umbertide con i Sigg. Interessati, incontro con la guida e breve visita della città. Il centro storico della cittadina è abbastanza piccolo. La Rocca è il monumento più maestoso, essendo una fortezza medioevale realizzata nelle seconda metà del 1300,oggi, dopo il restauro è stata adibito a centro espositivo di arte contemporanea. Nelle zone limitrofe si possono ammirare la chiese e il Museo di Santa Croce, nelle immediate vicinanze si trova il Castello di Civitella Ranieri.civitella ranieri549

 

  • Continueremo con partenza e  visita del Borgo antico di Montone, immerso nelle verdi colline. Montone rappresenta l’idea classica del borgo medioevale, perfettamente conservato ed immutato nei secoli, per questo è stato classificato fra i Borghi più belli d’Italia.Un paesaggio lussureggiante è la degna cornice di questo antico borgo, ricco di storia, pregievoli opere d’arte oltre che di tradizioni che sono rimaste immutate nei secoli, e proprio in questo giorno è nostra intenzione farvi conoscere le eccellenze di questa piccola cittadina grazie alla manifestazione organizzata dalla stessa Proloco : “Le giornate dell’artigianato.

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  • Per pranzo ci sarà la partenza verso un rinomato ristorante della zona per degustare un prelibato pranzo.

 

  • Nel pomeriggio ci sposteremo in direzione Pietralunga. Lungo il percorso faremo una breve sosta alla Chiesa della Madonna dei Rimedi, costruita intorno al VII o VIII secolo.Nel ‘500 il luogo divenne centro di intensa devozione mariana causa di una miracolosa apparizione ad delle monache del convento benedettino di Santa Maria del Ponte o della Soraccia. Dopodiché giungeremo all’antico borgo di Pietralunga,che è ubicato su una collina e conserva il tipico aspetto di borgo medievale, cinto da mura, situato intorno ai resti di una Rocca Longobarda fortificata del VIII secolo.

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Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

 

ESCLUSO IL DIRITTO DI RECESSO.

Bottega delle Idee Cultura e Turismo

tel 3286326117

bottegadelleidee.ct@gmail.com

 

Itinerario delle Rocche e dei Castelli

 

Una Via immersa nel verde, luogo di incontro e scontro di popoli e culture, ricca di reperti, torri, castelli, simboli e leggende… ripercorrendo le vicende della civiltà longobarda in altotevere, i visitatori italiani e stranieri potranno godere delle sue bellezze paesaggistiche ed attrattive culturali, oltre che gustarne i prodotti enogastronomici e scoprirne le tipicità ed eccellenze produttive.
Muovendosi alla scoperta delle testimonianze storiche antiche lasciate dal popolo longobardo nel territorio altotiberino, in un percorso incantevole ed originale tra resti di antichi castelli, torri d’avvistamento, rocche e panorami stupendi, attraverseremo i luoghi degli originari insediamenti longobardi, lungo il crinale che separa quella che fu la Tuscia Longobarda dalla bella valle del Niccone alla scoperta di un popolo affascinante legato alle vicende della penisola italiana a partire dal VI secolo d.C. e protagonista di un periodo, l’Alto Medioevo, per molti aspetti ancora misterioso.Il tour è pensato in due giornate, consecutive e non; gli itinerari sono percorribili con mezzi di trasporto (ad esclusione di un breve tratto a piedi del percorso) e naturalmente fruibili in direzione inversa;

 

PERCORSO 1

  • Ritrovo con i Sigg. Partecipanti  al Bar il Pino,lungo la provinciale del Niccone, incontro con la guida e partenza per il Sasso di San Donnino ….. da qui arriviamo a Danciano,e la passeggiata permette una visita ai ruderi del Castello dei Marchesi di Monte Corvino, edificato nell’anno 1000 su precedente insediamento longobardo;
il Terzo di Danciano

il Terzo di Danciano

particolare di Danciano

particolare di Danciano

Borgo mandarini e torre san lorenzo

Borgo mandarini e torre san lorenzo

affacciandosi ad una splendida terrazza naturale, si giunge a Chiàntina, una borgata con antico caseggiato signorile insediamento rurale, crocevia longobardo e rotta del brigantaggio.
Passando per l’Altopiano dei Mandarini si procede alla volta della Torre del Mandarini, sorta nell’ anno 100 su antiche preesistenze longobarde, quale sistema di avvistamento e comunicazione.

  • Pranzo al sacco.
  • Si riparte direzione Corgiano, percorrendo un arcaico sentiero di transumanza, incontreremo un palazzotto marchionale, a San Biagio a Colle la torre ed i resti dell’antico castello, borgo e chiesa.
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San Biagio a colle

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Chiesa di San Biagio

 

Cena in un agriturismo.

Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine escursione. 

 

 

PERCORSO 2

 

  • Incontro ore 9:00 a San Biagio a Colle, da qui percorrendo un antichissimo sentiero, letteralmente immersi nel verde, giungeremo a Rasina ed ai resti dell’antica Basilica a croce greca, ricchi di mistero, fino alla Rocca dei Marchesi ed alle sue leggende. Ormai affacciati sulla valle del Niccone, l’itinerario permetterà di scoprire la bellezza del castello di Civitella, altro possedimento del ramo secondario dei marchesi del Monte, per terminare in serata sulle colline del Niccone.
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Civitella Ranieri

  • Da qui ritorno al “Bar il Pino” lungo la provinciale del Niccone.

*NB: prodotti tipici umbri e/o rievocazione gastronomica della cucina longobarda; pranzo al sacco in struttura b&b da definire o picnic su pianoro dopo Corgiano.

 

Rientro verso i luoghi di partenza.

Fine percorso.

 Arrivederci al prossimo itinerario.

 

 

PERCORSO 3 DA PIETRALUNGA A VERNA IN MACCHINA O PULLMAN

 

  • Incontro per i Sigg. Partecipanti con la guida ore 8:30 presso Parcheggio Ferri ,via N.Sauro Città di Castello

 

  • Arrivo a la bella Pietralunga :al suo antico Castello quale resti dell’antica fortificazione, costruita in epoca longobarda intorno al VIII secolo d.C., come sede gastaldale e avamposto militare, con torrione pentagonale d’avvistamento e di difesa, comunemente chiamato rocca; al suo Palazzo Comunale, edificato sopra una parte del mastio della fortificazione longobarda, e alle sue tante testimonianze longobarde.
Pietralunga

Pietralunga

  • Il percorso continua con al partenza verso  la splendida Montone : ricca di storia e fascino, quale luogo fortificato a difesa della strada che metteva in comunicazione Perugia con la via consolare Flaminia a Cagli nella guerra tra Bizantini e Longobardi.
Montone

MONTONE

 

  • Pranzo in ristorante tipico montonese.
  • Nel pomeriggio partenza per Umbertide con visita al centro storico.Per raggiungere la città potrete vedere lungo il percorso l’interessante sito archeologico di “Castrum Certalti” (Torre Certalda),antico insediamento di epoca bizantino/longobarda posto al confine degli antichi domini di Città di Castello e Gubbio.
TORRE CERTALDA

TORRE CERTALDA

  • Finita la visita in quel di Umbertide ,durante il percorso verso Verna ci ritroveremo il Castello di Montalto    posto in cima ad una verde collina, che con la sua maestosa torre domina la valle del Niccone. Anticamente fu una fortezza di grande importanza tattica per la difesa di Fratta e per frenare le mire espansionistiche della vicina Città di Castello.
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Castello di Montalto

  • Inoltre continuando il percorso incontreremo Montecastelli, dove potrete ammirare i resti del Castello medievale al cui interno si trovano ancora tracce di affreschi delle stanze reali, fino ad arrivare alla volta di Verna e all’ Abbazia di S. Cassiano, un’antico monastero di benedettini neri situato lungo la strada vecchia che porta a Città di Castello. La Chiesa conserva intatta la struttura originale con mura in pietre conce miste di pietra serena e calcarea.

 

Rientro verso i luoghi di partenza.
Fine percorso.

Arrivederci al prossimo itinerario.

 

ESCLUSO IL DIRITTO DI RECESSO.

 

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